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Delusione per Poch: “Più di 5 anni in Spurs ma nel documentario solo per 25 minuti”

All Or Nothing, serie di successo di Amazon in nove puntate sul Tottenham, sta riscuotendo parecchio successo e sta facendo parlare parecchio di sé. Ma non tutti sono soddisfatti del risultato finale. Mauricio Pochettino, ad esempio, è rimasto parecchio deluso. Poch, infatti, nel documentario Spurs appare solamente per 25 minuti. Meno di mezza puntata per colui che ha condiviso gioie e dolori con il club per 5 anni e mezzo, ma soprattutto per colui che condotto la squadra in finale di Champions League. Il tecnico, durante il podcast Between The Lines, non ha nascosto la sua amarezza. Non si aspettava che lui e il suo staff venissero trattati in questo modo.

Delusione per Poch: “Più di 5 anni in Spurs ma nel documentario solo per 25 minuti”

“Io e Jesus Perez abbiamo visto solo i primi 25 minuti, fino a quando abbiamo lasciato il club. E per essere onesti, è stato raccontato in maniera corretta. Ma era come se dicessero ‘ok, c’erano Jesus, Toni, Miguel, Sebastiano e Mauricio, ma non hanno niente a che fare con il documentario’. Onestamente noi ci sentivamo responsabili, perché è stato molto complicato dire di sì. Abbiamo aperto le porte ad Amazon in un momento che per il Tottenham era davvero difficile”. 

Mauricio Pochettino ha criticato dunque l’azienda di commercio elettronico statunitense per aver ridotto il suo operato in meno di mezzo episodio, ma non solo. La delusione è ancora più grande perché il suo assistente, Jesus Perez, appare solo una volta accanto a lui: Mi dispiace per Jesus, perchè dalle 7 di mattina non faceva altro che organizzare tutto in modo che quelli di Amazon potessero lavorare con i calciatori, con lo staff, con chiunque. E ad essere onesti, in 25 minuti, Jesus è apparso una sola volta accanto a me. Ok, cinque anni e mezzo al Tottenham e compariamo solo per 25 minuti e per giustificare il motivo per cui ce ne siamo andati. Ma capisco che il documentario sia fatto per far apparire il Tottenham sotto una luce positiva. Il club non poteva aprire le porte ad Amazon e poi creare problemi”