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Che fine hanno fatto

Auguri Golasa: per la Lazio rischiò la lapidazione. Le assurde vacanze romane dell’israeliano

Ve lo ricordate Eyal Golasa? Ex trequartista della Lazio per la stagione 2010. Non ve lo ricordate? Normale, perché l’israeliano indossò la maglia dei biancocelesti esattamente per una settimana, salvo poi tornare ad Haifa perché minacciato dal padre e dal club. Oggi ricorre il suo 29° compleanno e vogliamo raccontarvi questa incredibile vicenda.

Golasa, il primo israeliano nella Lazio e in serie A

Quest’estate il club capitolino è rimasto fortemente scottato dalla vicenda David Silva, che dopo essersi accordato con Igli Tare, ha scelto all’ultimo momento la Real Sociedad, scatenando le furie del direttore sportivo albanese. Ma non è la prima volta che il dirigente bianconceleste vive una situazione del genere. 10 anni fa accadde una cosa similare con il giovane talento 19enne del Maccabi Haifa. La Lazio gli aveva fatto firmare il primo contratto da professionista evitando di trattare con il club israeliano. Ovviamente il tutto era avvenuto in gran segreto, così come il viaggio in aereo del povero Golasa che affascinato dall’idea di giocare in serie A, aveva voltato le spalle al padre e al sui paese. Il 31 gennaio era sbarcato a Roma e aveva fatto un tour nel quartiere ebraico e nella sinagoga.

Quella di Lotito era principalmente un’operazione simpatia verso la comunità ebraica, viste le note inclinazioni di estrema destra della curva nord laziale. Pur di far vestire la maglia della Lazio a Golasa, il patron romano fece saltare l’arrivo dell’uruguaiano Eguren (avrebbe occupato l’ultima casella da extracomunitario). “Io penso che attraverso il calcio si possa cambiare anche la società civile. Ambisco ad avere nella mia squadra un palestinese e un israeliano perché lo sport non deve dividere ma unire”, disse Lotito conscio di aver portato il primo israeliano nel campionato italiano. Il trequartista fece anche le foto di rito con la maglia biancoceleste, ma proprio sul più bello venne richiamato a casa dal padre che rilasciò pesanti dichiarazioni ai media locali.

Golasa traditore della patria

“Mio figlio è stato disonesto, sono molto arrabbiato con lui gli ho detto che deve rimanere con il Maccabi, non mi piace affatto come si è comportato, ha fatto una cosa sporca e ha ferito la società che per lui ha fatto molto”. I media israeliani si accanirono col 19enne etichettandolo come traditore della patria, anche perché l’anno dopo avrebbe dovuto svolgere la leva militare obbligatoria di 3 anni. Il suo approdo nella Capitale venne visto come un escamotage per evitarla. Dopo 72 ore di vessazione mediatica, Golasa se ne tornò al suo Paese, chiedendo pubblicamente scusa a tutti e pregando il Maccabi Haifa di reintegrarlo in rosa.

Lotito minacciò di adire per vie legali ma alla fine non fece più nulla e col senno di poi gli è andata bene visto che il talento di Golasa non è mai esploso. Nel 2014 provò l’avventura europea nel Paok Salonicco con pessimi risultati. Attualmente gioca nel Maccabi Tel Aviv, dove ha finalmente trovato la sua dimensione dopo tanti problemi al ginocchio che ne hanno influenzato la crescita. Prima di David Silva c’era Eyal Golasa…