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Cavani e il rapporto con Neymar: “Non siamo amici, c’è rispetto”

Edinson Cavani è un nuovo giocatore del Manchester United. Il 33enne, l’ultimo giorno di calciomercato e dopo 7 stagioni nella capitale francese, si è unito alla formazione di Ole Gunner Solskjær a parametro zero. L’uruguaiano potrebbe fare il suo debutto in maglia Red Devils proprio contro il PSG in Champions League il 20 ottobre. L’attaccante infatti, che non gioca da marzo, non potrà scendere in campo contro il Newcastle in Premier League perché costretto alla quarantena di 14 giorni dopo l’arrivo dalla Francia. Il Matador è pronto a vivere la sua nuova avventura nel Regno Unito, al momento però si limita ad allenarsi in solitudine e a rilasciare qualche intervista. E ai microfoni di ESPN è tornato a parlare del PSG, ma anche del suo rapporto con un ex compagno di squadra, Neymar. 

Cavani e il rapporto con Neymar: “Non siamo amici, c’è rispetto”

Rispetto, ma non amicizia. I due erano balzati alle cronache a causa di una lite nel 2017, nella gara contro il Lione. Cavani e il brasiliano hanno discusso animatamente in campo per chi dovesse battere una punizione. La lite è poi andata avanti anche negli spogliatoi. E non era la prima volta. Già nell’estate dello stesso anno avevano litigato, ma per un rigore. Un rapporto abbastanza teso insomma. Il 33enne spiega però che tra lui e O Ney c’era rispetto e, a parte quell’episodio, sono sempre andati d’accordo. Non si può parlare però di amicizia

“È un bravo ragazzo. L’unica volta che ho litigato con Neymar è stato nella partita contro il Lione. Abbiamo avuto anche una disputa nello spogliatoio ma è stata l’unica volta che abbiamo litigato. Del resto che è stato detto di noi non c’è niente, certo, eravamo diversi. Come ho sempre detto, in uno spogliatoio non siamo obbligati ad essere amici o fratelli. Quello che conta è quello che succede in campo, lì dobbiamo essere amici, proteggerci gli uni con gli altri, correre per i nostri compagni di squadra. Nello spogliatoio non c’è bisogno di fare due chiacchiere con tutti o di uscire a mangiare con tutti. Quello che conta è il rispetto che abbiamo l’uno per l’altro in campo. Eravamo diversi e la pensavamo diversamente, ma questo non ci ha impedito di avere un buon rapporto”.