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Carolina Morace fa coming out: “Il calcio è omofobo e pieno di pregiudizi”

L’ex calciatrice della Nazionale italiana Carolina Morace ha deciso di fare coming out e ha rivelato di essere sposata con l’australiana Jane. La donna ha parlato del problema dell’omofobia che affligge lo sport e ha elogiato il calcio femminile.

Il coming out di Carolina Morace

“Credo che nella vita ci siano dei momenti in cui certe cose diventano naturali. Forse prima non si è pronti. Poi, un giorno, le parole nascono con una spontaneità nuova”. Spiega così Carolina Morace al Corriere della Sera il motivo di questo coming out a 56 anni. L’ho fatto naturalmente per loro, per le più giovani, ma l’ho fatto anche per molte mie amiche quarantenni o cinquantenni che ancora non trovano il coraggio di raccontarsi”. L’omofobia è ancora forte nel calcio: Il mondo del calcio è pieno di pregiudizi e di omofobia. Non biasimo chi non fa coming out. Per molti uomini il non farlo è una forma di protezione. Credo che sia giusto farlo quando si è pronti, quando si è sicuri di poter togliere la maschera e non rimetterla più”.

Poi ha parlato della situazione del calcio femminile in Italia: “Il punto è squisitamente culturale: da noi il calcio femminile è soffocato da stereotipi che lo rendono poco appetibile, sì, parlo anche di sponsorizzazioni. Dunque, si deve cominciare a scuola, si deve far capire alle ragazze che anche nel calcio ci può essere una carriera e poi, naturalmente, ci si deve attivare perché questo si possa realizzare. E poi ci vuole qualità: il calcio femminile si merita gente intelligente, colta, preparata. Non gli scarti di un mondo, quello maschile, che non li vuole. La Morace spinge il modello tedesco: “Basta osservare cosa succede nelle leghe femminili che contano. Il modello tedesco garantisce alle società che non hanno alle spalle la forza del maschile 700 mila euro; a quelle professionistiche, 300 mila. Crediamoci e anche quello femminile diventerà un grande spettacolo. Dobbiamo aspirare a un bel gioco, anche nel calcio giocato da donne”.