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Lo sfogo di Milik: “Il Napoli mi ha impedito di andare via. Il problema? Non parlava con quel club…”

Dopo mesi di silenzio, Arkadiusz Milik ha approfittato del ritiro con la nazionale polacca per sfogarsi contro il Napoli che l’ha messo fuori rosa. L’attaccante ha spiegato cos’è successo…

Milik attacca il Napoli

Su SportoweFakty Milik si è sfogato: “Il mio destino è stato in gioco fino alle ultime ore di mercato. Almeno ora so dove mi trovo. Si è parlato molto anche di me e non sempre è stata detta la verità. Dunque, vorrei chiarire alcune cose. Il Napoli voleva prolungarmi il contratto di altri 5 anni. Mi è stato detto: o firmi o vai via. Ho deciso che mi sarebbe piaciuto fare una nuova esperienza altrove. Avevo due opzioni e poiché mi rifiutavo di rinnovare il mio manager, David Pantak, stava cercando un club che mi ingaggiasse. C’era l’interesse di alcune squadre, ci sono stati anche dei colloqui. Ma la pandemia ha complicato le cose, non ha aiutato neanche me”.

Poi il polacco entra nello specifico: “C’era stato il mio ok per andare, ma non c’è stato l’accordo tra i due club e sono rimasto a Napoli. La Roma? Ho fatto le visite, è vero, andava tutto bene, ma poi è finita come sapete”. La trattativa era in fase di chiusura ma poi ci sono stati degli alterchi con De Laurentiis su pendenze, bonus e stipendi arretrati ed è saltato tutto. “Non c’è mai stato ostilità verso il Napoli, volevo risolvere le cose in modo professionale – precisa Milik -. Ho grande rispetto per il club, ho trascorso quattro anni bellissimi. Rispetto Napoli e i tifosi, ma ho deciso così, giusto o sbagliato che sia. Io sarei voluto andare via in armonia, d’accordo con il club, non volevo che le cose si complicassero. Non puoi prendetela con un giocatore se vuole andare via. Il Napoli, poi, non comunicava coi club dove sarei voluto andare e cui sono stato molto vicino. Qual è il club? Non posso dirlo ma è una squadra italiana (probabilmente la Juventus, ndr). Non penso che un giocatore possa essere messo da parte in questo modo per tanti mesi, non è giusto”. Chiosa finale con una speranza: “Io sono pronto a riparlare con il presidente ma non so se cambierebbe qualcosa”.