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Toni Kroos si scaglia contro FIFA e UEFA: “Siamo i loro burattini”

Mentre il presidente del Real Madrid Florentino Perez sogna una Super League mondiale con l’approvazione della FIFA, il centrocampista blancos Toni Kroos attacca la federazione internazionale e la UEFA e si dichiara contrario all’idea dell’imprenditore spagnolo e alle nuove competizioni. Il patron delle merengues, secondo il New York Times, avrebbe già avuto diversi colloqui con il presidente della FIFA Gianni Infantino, ma c’è chi, sempre a Madrid, rema contro a Perez. Ironia della sorte, infatti, le critiche più forti provengono proprio dal club, da Toni Kroos. Il giocatore tedesco rifiuta categoricamente l’idea di una nuova competizione ma sa anche che i giocatori non hanno molta voce in capitolo in queste situazioni. Tanto che il 30enne definisce i calciatori come dei burattini in mano alle federazioni.

Toni Kroos si scaglia contro FIFA e UEFA: “Siamo i loro burattini”

Il tedesco ha parlato di UEFA e FIFA durante un episodio di “Einfach mal Luppen”, podcast che conduce con suo fratello Felix, centrocampista dell’Eintracht Braunschweig: Sfortunatamente, noi come giocatori non possiamo decidere. Siamo solo i burattini di FIFA e UEFA. Se ci fosse un’unione di giocatori, non giocheremmo una Nations League o una Supercoppa spagnola in Arabia Saudita. Queste competizioni servono a risucchiare tutto finanziariamente. Io sono favorevole a lasciare cose del genere ma quando sono buone”. Suo fratello ha poi aggiunto: “La tradizione è la cosa più importante. Tutti conoscono il campione del mondo 1954 ma nessuno conosce il vincitore dell’ultima Nations League. È di nuovo tutta una questione di soldi”.

Ma Toni Kroos non si scaglia solamente contro FIFA e UEFA. Il tedesco non apprezza anche alcune esultanze, soprattutto quelle più moderne e stravaganti: “Se ci sono danze o coreografie provate, penso che sia sciocco. Oppure esultare con le maschere. Ho sempre trovato Gerd Müller carino. Una vera gioia e nient’altro”. Kroos in fondo è famoso per le sue esultanze pacate dopo i suoi gol. Il fratello Felix però, su questo punto, non era d’accordo: “Oh, non ha senso. Non ha fatto male a un giocatore pensare agli applausi quando ha segnato il gol. Non lo farei neanche io, ma la gente dovrebbe farlo”.