Casillas ricorda lo shock dell’infarto: “Mi sembrava di affogare”

Una vera e propria bandiera del Real Madrid e del calcio spagnolo in generale che ha dovuto dire addio al calcio giocato all’età di 38 anni per un attacco di cuore che lo ha messo in serio pericolo di vita. Iker Casillas è tornato a parlare della terribile esperienza dell’infarto sulle colonne di Marca presentando il documentario in sei puntate a lui dedicato, Hanging the Wings, in uscita nei prossimi giorni.

Con la maglia del Real Madrid ha vinto tutto ciò che era possibile vincere a livello di club, e altrettanto ha fatto con la casacca della sua nazionale, la Spagna. Detiene inoltre il record assoluto di presenze in Champions League e nelle competizioni europee. Dopo l’addio sofferto alle Merengues poi, il passaggio al Porto, fino a quel maledetto 1 Maggio del 2019, quando un attacco di cuore lo ha costretto a salutare i campi di calcio e a combattere per la propria vita. Il portiere Iker Casillas, adesso 39enne, è tornato su quei drammatici momenti in cui durante un allenamento un infarto stava per strapparlo all’affetto dei suoi cari, raccontando la paura che ancora oggi prova ripensando a quel dramma personale.

Casillas e il dramma dell’infarto

L’ex portiere della Nazionale Spagnola ha parlato ai microfoni di Marca presentando Hanging the Wings, un documentario sulla sua carriera in uscita a fine Novembre in Spagna. “C’è una sensazione di mezzo secondo, come quando prendi una boccata d’aria e ha un sapore diverso“, ha raccontato Casillas. “Mi sentivo pesante e senza aria, e ho iniziato a pensare che potesse essere un’allergia. Poi, quando sono andato dall’allenatore dei portieri, ho sentito il petto che cominciava a stringersi e ho notato che stavo finendo l’aria“. Una sensazione terribile: “Gli ho detto: ‘Roberto, dammi dello zucchero, mi sento male e non so cosa c’è di sbagliato in me’. Poi mi sono sdraiato per terra e ho visto che mi stava succedendo qualcosa di grave“. Come annegare: “È come quando sei in piscina e improvvisamente vuoi uscire e non puoi, è stata un’angoscia. Ero sempre più a corto di fiato. Stavo affogando“.

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