Arsenal in crisi, Guardiola difende Arteta: “Esonerarlo sarebbe grave errore”

Il Manchester City travolge l’Arsenal in Carabao Cup e per la formazione di Arteta è la quarta partita consecutiva senza vittorie. I Gunners sono sempre più in crisi e la panchina dello spagnolo è sempre più traballante. Il club di Londra ha perso otto delle prime 14 partite di campionato, e sono a soli cinque punti dalla zona retrocessione. La pressione su Arteta sta aumentando, ma c’è chi crede fermamente in lui e nel suo lavoro. Si tratta dell’amico Pep Guardiola, che ai microfoni della BBC Radio 5 Live, ha spiegato che i Gunners farebbero un grave errore a mandarlo via. 

Arsenal in crisi, Guardiola difende Arteta: “Esonerarlo sarebbe grave errore”

Il 38enne è arrivato a Londra poco più di un anno fa, dopo aver lasciato il suo ruolo di assistente allenatore di Guardiola. Nella scorsa stagione è riuscito a vincere la FA Cup, la Supercoppa e a chiudere la Premier League all’ottavo posto in classifica. Ma ora i Gunners stanno vivendo un momento disastroso. Il tecnico del City, però, alla domanda sul futuro di Arteta risponde senza alcun dubbio, l’Arsenal deve dargli fiducia: “Farebbero un enorme, grosso errore a mandarlo via. Sono abbastanza sicuro che si fideranno di lui. Capisco gli analisti, analizzo i risultati, ma sono stato con lui tanti anni e conosco le sue incredibili qualità come essere umano e soprattutto come allenatore, si concentra su tutto. È solo questione di tempo e farà bene. Per me farebbero un grosso errore”.

Guardiola difende dunque Arteta e crede che i Gunners debbano dare al tecnico il tempo materiale di riuscire a creare qualcosa. Il catalano ha ricordato anche i trofei già vinti come prova di ciò che il 38enne sa fare: “Gli daranno fiducia, hanno vinto due titoli e non succedeva da tempo. In questa situazione pandemica, con i problemi di infortuni che hanno e le partite che hanno giocato hanno sempre fatto bene. Purtroppo dipende dai risultati. Ma il calcio può cambiare velocemente. Posso parlare della mia esperienza al suo fianco, in una delle squadre di maggior successo nella storia inglese. Lui ha fatto parte di questo successo e non sarebbe stato possibile senza di lui. E per creare qualcosa del genere ci vuole tempo, come è successo a me nella mia prima stagione”. 

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