Palmeiras vince la Libertadores, mamma racconta la finale a figlio cieco

Il Palmeiras, per la seconda volta nella sua storia, ha conquistato la Copa Libertadores. È bastata una rete al 99’ di Lopes contro il Santos a regalare il successo alla formazione di Ferreira. A supportare il club, 150 ospiti che hanno potuto seguire la gara tra gli spalti del Maracanã. La metà dei biglietti è stata destinata ai giocatori e allo staff tecnico, in modo che potessero invitare alla partita familiari e amici. Gli altri sono stati destinati a tifosi speciali, scelti dal club. Tra loro, Silvia e Nickollas Grecco. La donna e il figlio, cieco dalla nascita, sono diventati tifosi simbolo del Palmeiras, grazie ad alcune immagini pubblicate da Marco Souza. Il giornalista, nel 2018 durante una gara contro il Corinthians, ha immortalato Silvia mentre narrava la partita al ragazzo. E anche al Maracanã, Nickollas ha potuto vivere le emozioni della finale grazie al racconto della madre

Palmeiras vince la Libertadores, mamma racconta la finale a figlio cieco

La storia di Silvia e Nickollas, già nel 2018, ha fatto il giro del mondo. Il riconoscimento definitivo è arrivato però nel 2019, quando la FIFA ha assegnato il Fan Award proprio al ragazzo e a sua mamma. I due sono poi diventati ambasciatori dei tifosi del Palmeiras e il club, per la finale di Copa Libertadores, ha pensato proprio a loro. Tra i pochissimi biglietti disponibili, causa Covid-19, la società ha deciso di inviarne due a Silvia e Nickollas. Una grande emozione, come dichiarato dalla donna appena appresa la notizia: “Un’emozione enorme. Immaginate di narrare a mio figlio la finale di Libertadores. Abbiamo ricevuto l’invito e abbiamo accettato subito”

Nickollas è nato dopo soli cinque mesi di gestazione con un peso di circa 500 grammi. Ricoverato in terapia intensiva per quattro mesi, è stato colpito da un arresto cardiaco, che gli ha procurato cecità e autismo. Molte coppie hanno rifiutato l’adozione, ma fortunatamente poi è arrivata Silvia. La donna, in un’intervista per AFP, aveva spiegato ciò che narra al figlio durante le partite. Un racconto che si basa sulle emozioni: “Descrivo i dettagli, se indossano maniche corte, il colore delle scarpe da calcio, il colore dei capelli. La mia narrazione è qualcosa che si basa sulle mie emozioni. Non sono un professionista. Tutto ciò che vedo e sento, lo dico tranquillamente, anche quando devo maledire l’arbitro”.

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