La moglie partorisce ma Neves non lascia i Wolves: parto in videochiamata

Il Coronavirus ha modificato le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo. Tra le tante novità a cui ci siamo dovuti adeguare, anche il divieto assoluto di spostamenti o l’obbligo di quarantena in caso di viaggi. Regola valida naturalmente anche per i giocatori. Lo sa bene Ruben Neves, che ha dovuto assistere alla nascita del terzo figlio in videochiamata. La moglie infatti ha scelto di partorire in Portogallo ma il giocatore del Wolverhampton, per evitare la quarantena e per evitare quindi di abbandonare la squadra, non l’ha raggiunta. Un parto in videochiamata dunque per condividere comunque l’emozione con la moglie, anche se in modo originale. 

La moglie partorisce ma Neves non lascia i Wolves: parto in videochiamata

Debora, come riporta il Sun, ha dato alla luce il bambino nel fine settimana mentre i Wolves stavano rientrando dalla gara contro il Crystal Palace. Il centrocampista, fortunatamente ha potuto assistere al parto grazie al suo smartphone. A rivelarlo è lui stesso dopo la vittoria contro l’Arsenal per 2-1: Sì, l’ho visto sul mio telefono sul pullman quando stavamo tornando dalla gara contro il Crystal Palace. Non è stato facile ad essere onesti, è stato davvero difficile. È davvero difficile non essere lì in un momento così fantastico per la mia famiglia. Mia moglie è andata in Portogallo perché il suo medico è lì. Ha avuto problemi con il nostro bambino, quindi ha preferito andare sempre dallo stesso medico. Ecco perché abbiamo scelto di far nascere il bambino in Portogallo”.

Il giocatore però ha deciso di rimanere in Inghilterra per non abbandonare la squadra. Se fosse partito infatti, a causa delle restrizioni e della quarantena, avrebbe dovuto perdere diverse partite: “Ovviamente volevo essere lì, ma questo è il mondo in cui viviamo in questo momento. Quindi dobbiamo abituarci. Dobbiamo fare tutto il possibile per risolvere le cose perché siamo in grossi problemi. Pensavo di poter andare, ma dovevo restare qui perché se fossi andato avrei dovuto saltare due o tre partite al mio rietro. È il mio lavoro quindi preferisco restare qui. Da qui do tutto il supporto che posso alla mia famiglia. E so che presto saranno qui con me”.

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