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Mahrez, violata sua carta di credito: lui se ne accorge dopo 5 settimane

Mahrez carta di credito

Truffa ai danni di Riyad Mahrez. Un uomo viola la sua carta di credito e spende più di 175 mila sterline in un mese, ma il giocatore del Manchester City se ne accorge dopo 5 settimane. La frode è avvenuta nel 2017 quando l’attaccante giocava ancora per il Leicester. Ad architettare il tutto è Sharif Mohamed, un autista di carrelli elevatori 32enne. Stando alla ricostruzione fatta durante il processo, che si è svolto presso il tribunale di Snaresbrook, tutto è iniziato con una telefonata. Un uomo infatti ha contattato la banca Barclays e, fingendo di essere Mahrez, ha ordinato una nuova carta di credito a suo nome. Il 32enne sostiene che stava lavorando per conto di un dipendente dell’istituto di credito disonesto, che gli ha permesso di usare la carta. Ma non ha prodotto prove a sostegno della sua affermazione. 

Mahrez, violata sua carta di credito: lui se ne accorge dopo 5 settimane

Ci sono invece prove che dimostrano che Mohamed, per evitare di destare sospetti, sia andato da Londra a Leicester per prelevare contanti da un bancomat. Sharif, in poco più di un mese, ha speso 175.830 sterline (più di 200 mila euro) per un viaggio a Ibiza, feste sulla spiaggia, abiti firmati e puntate al casinò. L’uomo ha approfittato della carta di credito di Mahrez anche per spese più modeste in diversi fast food del Regno Unito. Il tutto, come riporta il Sun, all’insaputa dell’attaccante che si è accorto della truffa solamente dopo 5 settimane. Una cosa davvero curiosa, anche per l’ex ispettore capo del Met Det, Mick Neville: “La cosa più sorprendente è che qualcuno possa spendere 175 mila sterline su una carta di credito senza che il proprietario se ne accorga”.

Mohamed ha ammesso l’accusa di frode alla corte della corona di Snaresbrook ed è stato rilasciato su cauzione. In passato aveva già ricevuto una condanna con sospensione della pena sempre per truffa, mentre nel 2009 è stato in carcere per 45 mesi per rapina. Ora, però, afferma di essere sposato e di vivere “una vita modesta”. La sentenza è prevista per il prossimo 25 febbraio.