Hojbjerg, legame speciale con Guardiola: “Mi stette vicino quando mio padre si ammalò”

Il Manchester City, all’Etihad, travolge il Tottenham per 3-0. Rodri e Gündoğan, autore di una doppietta, regalano il successo alla formazione di Pep Guardiola, che dopo cinque vittorie consecutive resta in vetta alla Premier. Una brutta serata per gli Spurs ma non per tutti. Indipendentemente dal risultato, Pierre-Emile Hojbjerg ha ritrovato Pep Guardiola, con cui ha un legame davvero speciale. Il tecnico catalano infatti ha confortato il giocatore in uno dei momenti più difficili della sua vita. Hojbjerg è arrivato al Bayern Monaco dal Brondby a 16 anni e, a quattro mesi dal suo 18esimo compleanno, è diventato il giocatore più giovane a debuttare con il club tedesco in Bundesliga. Ma pochi giorni dopo aver compiuto 18 anni, nel 2013, arriva una brutta notizia. Christian, il padre di Hojbjerg, è malato: ha un cancro allo stomaco. 

Hojbjerg, legame speciale con Guardiola: “Mi stette vicino quando mio padre si ammalò”

Il giocatore è sconvolto, ma vicino a lui c’è proprio Pep Guardiola. Il tecnico, come riporta il Sun, ha cercato di confortare e star vicino al suo centrocampista: “Guardiola mi ha chiamato e mi ha detto ‘Ho sentito di tuo padre, sono incredibilmente dispiaciuto. Parliamone’. Poi, all’improvviso, ho iniziato a piangere e ho detto che ero confuso e spaventato. E lui mi ha detto ‘Devi star vicino alle persone a cui tieni di più e che sono più vicine a te, anche se questo ti crea qualche problema sul posto di lavoro’. Mi ha detto che sarebbe stato sempre lì per me. E poi ha iniziato a piangere e non sapeva cosa dire. Anche l’allora presidente del Bayern, Ulrich Hoeneß, ha fatto il possibile per aiutare la famiglia del giocatore. 

Grazie al club infatti, il padre del centrocampista è stato trasferito in aereo dalla Danimarca a Monaco e ha potuto sottoporsi a un trattamento speciale, che il Bayern ha pagato. Purtroppo, però, Christian è morto di cancro nel 2014. Un dolore grande per il giocatore, che ha sempre avuto vicino Guardiola: “Mi ha segnato, ovviamente. Il lutto è una cosa difficile. All’improvviso senti di essere da solo: hai 18 anni, sei nel mondo del calcio e devi prendere decisioni che segneranno la tua carriera. Quando hai 18, 19 anni, non vedi sempre il quadro completo e la persona che mi aiutava a farlo non c’era più”. La carriera di Hojbjerg al Bayern non è mai decollata, dopo qualche esperienza in prestito in Germania si è trasferito prima al Southampton e poi al Tottenham. Ma il legame con Guardiola rimane sempre speciale.

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