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Cassano show, racconta le sue cassanate alla Roma. Totti: “Era una bomba a mano. Non sapevi cosa avrebbe combinato” (VIDEO)

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Cassano e Totti hanno composto una delle coppie d’attacco più forti della Roma. I due si sono ritrovati a parlare dei bei tempi a Bobo TV su Twitch, il canale di streaming di Christian Vieri. Cassano come un fiume in piena ha raccontato aneddoti spassosi sul suo periodo capitolino.

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Cassano e Totti show su Twitch

“Antonio è arrivato l’anno dopo lo scudetto e non abbiamo più vinto un cazzo il racconto di Totti inizia sfottendo il suo amico barese -. Se mi avesse ascoltato un minimo sarebbe rimasto a Roma altri 20 anni – dice poi seriamentec -. Si è fatto abbindolare da altre persone e non ha capito più niente. Con Antonio ho vissuto i momenti più belli della mia carriera. Anche perché non ne ho vissuti tanti (ride, ndr). All’inizio dormiva anche a casa mia. Dovevo prendere il Lexotan la sera per dormire (ride, ndr). Tante cose non le posso manco raccontare. Eravamo come fratelli”.

Poi Cassano torna su un vecchio episodio: “Totti e Montella aveva rinnovato mentre a me Rosella Sensi disse che non avrei ricevuto nessun aumento, nonostante avessi fatto un grande europeo. Nella mia follia me la presi con loro due perché pensai che mi avevano rubato i soldi“. Totti continua: “Con Antonio quando ci discutevi smetteva di parlarti. Neanche ti salutava. Zero. Lui è il Marzullo del calcio: si fa le domande e si dà pure le risposte”.

Gli scherzi al vice di Capello e al medico della Roma

Cassano inizia a raccontare i suoi scherzi più celebri: “Vi racconto il primo giorno che ho conosciuto Spalletti. Noi eravamo abituati ad avere la musica a tutto volume in palestra, ma Spalletti l’aveva bandita. Io me ne fregai e alzai la musica al massimo, Spalletti venne e mi disse di spegnere. In un primo momento lo feci ma poi Francesco e Montella iniziarono a stuzzicarmi ‘non hai le palle di riaccendere la musica’. Allora alzai di nuovo il volume e Spalletti tornò per rimproverarmi e io gli dissi: ‘Guarda che qua non stai allenando quelle pippe dell’Udinese’. Mi mise fuori rosa! Due giorni dopo in amichevole mi tolse la fascia da vice capitano, successe il finimondo. Gli diedi la maglia e gli dissi ‘vai fuori dai coglioni’, mi presi il pulmino e me ne tornai in albergo”. Totti spiega: “Era una bomba a mano. Appena apriva bocca sapevi che poteva succedere qualsiasi cosa. Mi alzavo la mattina con l’ansia”.

Riprende la parola Fantantonio: “Un giorno feci uno scherzo a Italo Galbiati, secondo storico di Capello, gli spostai la macchina su un ponticello. Poi tornai in allenamento e gli dissi: ‘Guarda quella macchina sul ponticello’ e lui rispose: ‘Staranno ciulando’ e io gli risposi ‘Sì ma la macchina è la tua’. Mi fece 500mila euro di multa, ma la cosa comica è che non riusciva a recuperarla perché nel frattempo ci avevano cagato i cavalli tutto intorno. Un’altra volta feci lo scherzo al medico del club. Dissi a Montella di chiamarlo perché avevo la febbre, lui arrivò frettolosamente all’1 e mezza di notte, era in mutande. Mi nascosi sotto al letto, Vincenzo gli disse che ero fuori al balcone. Appena uscì, lo chiusi fuori. Tirò i pugni alla finestra per un’ora e mezza finché Capello arrivò furioso fuori la nostra stanza. Aprì Vincenzo, mentre io fingevo di dormire. ‘Dove sono le donne?’, chiese il mister, poi vide il medico fuori al balcone e lo cacciò via dalla stanza”. Totti ridendo spiega: “Era sempre così, ti portava gioia anche se a volte esagerava”.