Home » Southampton, paura retrocessione: le wags diventano psicologhe
News

Southampton, paura retrocessione: le wags diventano psicologhe

Southampton wags psicologhe

Il Southampton è sempre più in crisi. I Saints non vincono da nove partite, sono quattordicesimi in classifica e sono stati risucchiati nella lotta per la salvezza. L’ultima sconfitta è arrivata contro l’Everton di Carlo Ancelotti e ha confermato le difficoltà del club. Mancano solamente 11 gare alla chiusura della Premier League e la squadra di Ralph Hasenhuttl deve assolutamente tornare a vincere se vuole assicurarsi la salvezza. Un periodo sicuramente non semplice che influisce anche sullo stato d’animo dei giocatori. L’incubo retrocessione incombe e i Saints sono sempre più preoccupati. Le restrizioni a causa della pandemia di Covid-19, però, non consentono incontri con psicologi o terapisti. I calciatori hanno così trovato un’alternativa: rivolgersi alle wags. Le mogli o le fidanzate diventano quindi psicologhe per aiutare i compagni a superare la paura retrocessione. 

Southampton, paura retrocessione: le wags diventano psicologhe

È il tecnico Hasenhuttl, come riporta il Sun, a evidenziare il grande lavoro svolto dalle wags in questa situazione di crisi:Al momento, i nostri psicologi sono le nostre mogli a casa. Non ci è permesso vedere nessun altro. Nella nostra bolla abbiamo meno persone, quindi è difficile per noi riuscire a incontrare uno psicologo al momento”. Mogli e fidanzate cercano quindi di aiutare i giocatori ad affrontare al meglio gli ultimi match della stagione, ma non sono le uniche.

Anche Hasenhuttl, infatti, cerca di aiutare come può i suoi ragazzi: “Forse sarebbe possibile con un incontro su Zoom forse, ma cerco anch’io di essere lo psicologo per i ragazzi. Quando hanno bisogno di qualcun altro con cui parlare, i miei assistenti allenatori possono parlare con loro, così come i fisioterapisti e i medici. Ci sono altre persone che possono coccolarli se ne hanno bisogno o per qualcos’altro. Non è il massimo ma non è niente che non si possa affrontare con il giusto piano di gioco e il giusto sforzo”.