Follia in Bulgaria: giocatori e staff attaccano arbitro costringendolo alla fuga (VIDEO)

Ha davvero dell’incredibile quanto accaduto in Bulgaria durante una partita di calcio di quarta serie. I giocatori di una delle due squadre hanno reagito in modo aggressivo, per usare un eufemismo, ad una decisione dell’arbitro, cominciando poi a minacciarlo e ad inseguirlo per tutto il terreno di gioco. Come se non bastasse ai calciatori si sono poi aggiunti alcuni membri dello staff, con il direttore di gara in fuga costretto a sospendere la partita.

Fuga per la vittoria, o meglio, per la propria incolumità. È ciò a cui è stato costretto un arbitro impegnato a dirigere una partita di quarta divisione bulgara per salvarsi dalle minacce e i tentativi di aggressione dei calciatori di una delle due squadre in campo. In seguito ad una sua decisione, il capitano ed un altro giocatore hanno cominciato ad incalzare il direttore di gara con aria intimidatoria. Quando il malcapitato ha avuto la malsana idea di sventolare un cartellino giallo poi, i due hanno tentato di schiaffeggiarlo, dapprima sul braccio poi direttamente sul viso. A quel punto il fischietto ha cominciato ad accelerare il passo per metetrsi in salvo, inseguito da un’intera squadra inferocita.

Bulgaria, i giocatori lo attaccano, arbitro scappa nel parcheggio

I giocatori hanno continuato ad inseguire l’arbitro, e ad essi si sono aggiunti anche alcuni uomini dello staff. Uno di loro ha anche tentato di colpirlo calciando con violenza un pallone nella sua direzione. Poco prima di rientrare negli spogliatoi il direttore di gara ha fischiato la fine della gara sospendendola in maniera definitiva. Decisione che non è affatto piaciuta ai giocatori che inferociti sono corsi verso di lui costringendolo addirittura a scappare verso il parcheggio dello stadio. Tutta l’incredibile scena è stata ripresa da un telefonino e il video postato sui social, facendo il giro del mondo. Vedere giocatori che attaccano un arbitro non è un fatto raro, soprattutto nelle serie minori: prima dell’increscioso episodio in Bulgaria, lo stesso era accaduto nel 2018 in Venezuela.

Ecco il VIDEO:

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