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Nuova proposta Wenger: “Compattare partite delle nazionali tutte in un mese o in 2 cicli”

Wenger partite nazionali

Arsene Wenger spinge per un rinnovamento del calendario calcistico. L’ex tecnico Gunners propone di compattare tutte le partite delle nazionali in un mese o in due cicli da quattro partite ciascuno. Nell’aprile 2018 Wenger, di comune accordo con l’Arsenal annuncia l’addio al club dopo quasi 22 anni. Il 71enne però non va in pensione e nel 2019 viene nominato responsabile dello sviluppo mondiale del calcio dalla FIFA. E ora il francese, come riporta il Sun, pensa a una rivoluzione. 

Nuova proposta Wenger: “Compattare partite delle nazionali tutte in un mese o in 2 cicli”

Al vaglio le pause internazionali di settembre, ottobre, novembre, marzo e giugno che hanno attirato a lungo le lamentele dei club. La proposta sarebbe dunque quella di modificare il calendario, raggruppando le partite in un mese o in due cicli di quattro partite: “Una delle soluzioni di cui discuteremo è compattare le qualificazioni. Invece di avere giocatori via a ottobre, novembre, settembre, marzo, giugno, raggruppiamo le qualificazioni tutte in un mese o in due cicli a ottobre e febbraio. Se ciò accadesse, i giocatori potrebbero dedicare il periodo da marzo a giugno tutto ai club, e guadagneremmo quattro date. La soluzione ideale sarebbe raggruppare le qualificazioni tutte in un mese, diciamo in ottobre. Ti qualifichi e per il resto della stagione giochi per il tuo club. Poi alla fine della stagione si gioca per i tornei della nazionale. Ma sarà un’evoluzione completa, non una rivoluzione”.

Wenger ha poi riproposto l’idea di giocare la Coppa del Mondo e gli Europei ogni due anni, anche se ciò non lascerebbe spazio alla prevista espansione della Coppa del mondo per club di Infantino. Ma le idee rivoluzionarie potrebbero investire anche la pausa estiva: “Quando ero in Giappone, si giocava da marzo a novembre ed era perfetto. Renderebbe le cose più semplici. E non dimentichiamo che questa pausa estiva risale a quando i giocatori non erano professionisti, sono passati più di 100 anni. Certo, con le risorse fisiche di cui i giocatori hanno bisogno oggi, è importante che abbiano quattro settimane di ferie. Quindi forse sarebbe meglio tornare ai campionati da 18 club ovunque”.