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Mihajlovic contro Playstation e cellulari: “Però Caniggia sapeva come usarlo”

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Sinisa Mihajlovic, prima della pausa nazionali, ha detto la sua sull’impatto dei cellulari sui giocatori di oggi. L’allenatore del Bologna crede infatti che l’utilizzo eccessivo di smartphone può danneggiare l’attenzione dei calciatori di oggi.

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Mihajhlovic contro cellulari e Playstation

“Io il telefonino lo so solamente accendere e spegnere, lo uso solo per parlare – inizia così la disanima di Mihajlovic contro i cellulari -. Ma vengo da un’altra generazione. I ragazzi di oggi scrivono senza guardare lo schermo… Io prima di scrivere un messaggio ci metto tre ore. Adesso bisogna adattarsi a questo, ma bisogna anche fargli capire che quando è troppo è troppo. Soprattutto perché viene a mancare la comunicazione faccia a faccia. Se quando siamo insieme ognuno guarda il telefonino e non comunichiamo, siamo delle mummie.”

Non solo i cellulari. Anche la PlayStation è finita nel mirino del tecnico serbo: “Di recente è passato a trovarci Julio Velasco. Con i suoi discorsi ha aperto gli occhi a molti dei miei ragazzi. E ha parlato anche della PlayStation… Non è una cosa rilassante. Leggere un libro piuttosto lo è. Dopo la partita se vai a ballare ti liberi dal punto di vista mentale. Se invece stai a casa attaccato ai videogiochi, non riposi il cervello. Giocando alla Play l’attenzione si brucia, quindi se lo si fa prima di una partita le energie finiscono. Con questo non dico che non vada fatto, ma ci vogliono dei limiti. “

Sinisa infine ha raccontato un aneddoto divertente del passato, con protagonisti il suo ex tecnico Vujadin Boskov e l’ex compagno di squadra Caniggia: “Vi racconto un aneddoto: erano i primi tempi dei cellulari, in pochi ce l’avevano. Boskov ci chiamava tutti per sapere se eravamo a casa la sera. Una volta tornai tardi da una cena e lui aveva chiamato a casa e non mi aveva trovato. Il giorno dopo arrabbiato aveva rimproverato la squadra difendendo solo: ‘Qui il più grande professionista è Caniggia“. Mi chiesi come fosse possibile dato che era a cena con me. Quando glielo chiesi mi rispose: ‘Come ho fatto? Facile, gli ho dato il mio numero di cellulare!’.