Quando il giovane Nesta ruppe tibia e perone alla superstar Gascoigne. E la reazione di Gazza fu da vero… bomber!

Era il lontano 1992 e la città di Roma, sponda biancoceleste, si preparava ad accogliere la vulcanica superstar del football d’oltremanica Paul Gazza Gascoigne. Già famoso in patria per le sue peculiarità caratteriali, Gascoigne non ci mise molto ad entrare nei cuori dei nuovi tifosi. D’altronde, quando sei l’acquisto più costoso della storia della Lazio o è amore a prima vista o è subito odio profondo. La sua presenza negli spogliatoi non era affatto leggera: i veterani lo rispettavano, i giovani lo approcciavano ostentando un timore reverenziale degno dei grandi campioni. E proprio questa situazione di imbarazzo misto a una buona dose di, appunto, timore, creò il perfetto scenario per un siparietto comico tra Gascoigne e un giovanissimo Alessandro Nesta, alle sue prime esperienze in prima squadra.

La reazione da bomber di Paul Gascoigne che sorprese Nesta

In un’intervista, Alessandro Nesta raccontò di quando ruppe tibia e perone a Gascoigne. Ma oltre allo shock di aver appena azzoppato una superstar, il difensore romano dovette subire un’altra sorpresa: la reazione di Gazza. “Quando ho causato l’infortunio di Paul Gascoigne avevo 16 anni, ero alle prime sessioni di allenamento con la prima squadra. Gascoigne era stato l’acquisto più costoso nella storia della Lazio e quel giorno stavamo lavorando a campo ridotto. Mi fece un paio di brutti falli ma io, essendo un giovane, non ho detto una parola ed ho continuato a giocare. Ad un certo punto l’ho visto correre e ho provato a fermarlo con un tackle un po’ troppo duro, e gli ho causato la frattura di tibia e perone“, esordisce Nesta.

Chiunque abbia mai giocato a calcio si è trovato almeno una volta nella situazione dell’ex difensore del Milan: nuova esperienza in prima squadra, sei il più giovane di tutti, prendi calci e scarpate, stai zitto e muto.

Ma il racconto di Nesta continua: “Si creò un caos enorme, c’erano tifosi e giornalisti, ma nessuno se la prese con me, e il primo a tirarmi su, vedendomi spaventato, fu il mister Dino Zoff. Paul, una volta tornato dall’intervento chirurgico alla gamba mi ha tranquillizzato dicendo che non era colpa mia e mi ha dato cinque paia di scarpe e un kit da pesca. Non ho idea del perché del gesto, ma era proprio da lui“.

Un atteggiamento da bomber quello di Paul Gascoigne, sia dentro che fuori dal campo.

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