Crouch, bugie alla moglie con complicità staff club: “Pensava andassi al pub per lavoro”

Da quando Peter Crouch si è ritirato dal mondo del calcio, non perde occasione per raccontare aneddoti sulla sua carriera, sugli ex compagni di squadra ma anche sulla famiglia. L’ex Liverpool, dopo anni e anni di fidanzamento, ha sposato nel 2011 la modella e conduttrice televisiva Abbey Clancy, madre di tre dei suoi quattro figli. Un rapporto solido in cui non sono mancate però le bugie. Nessun tradimento, ma soltanto tanta, tanta voglia di andare al pub con gli amici. Peter ha ammesso di aver mentito più e più volte alla moglie per poter andare fuori a bere. Menzogne costruite con la complicità dello staff dei club.  

Crouch, bugie alla moglie con complicità staff club

Un piano perfetto spiegato dallo stesso 40enne durante il suo ormai celebre That Peter Crouch Podcast. L’ex attaccante della nazionale di Sua Maestà ha ammesso di aver convinto i segretari del club a mentire a sua moglie. Questi mandavano delle mail all’ex Reds nelle quali scrivevano che i giocatori erano convocati per un’uscita obbligatoria di squadra, un metodo per fare gruppo. Una cosa, però, non del tutto vera. Peter usciva davvero con i compagni, ma non per lavoro e soprattutto non per un impegno obbligatorio del club: “Ci sono state un paio di occasioni in cui la squadra usciva assieme per fare gruppo. Abbey mi diceva ‘tu non devi andarci, giusto?’, ma io rispondevo ‘in realtà devo’. In un paio di casi sono andato dai segretari del club e ho chiesto: ‘potete scrivermi una mail dove dite che la mia presenza è obbligatoria e che è importante per la squadra?’. Così potevo uscire con i miei compagni”.

Crouch però non mentiva solo sulle serate al pub. L’ex attaccante sfruttava anche la carta del “domani ho una partita”, per non doversi alzare durante la notte con i loro bambini: “C’era qualche carta che ogni tanto mi giocavo. Come il venerdì, il giorno giusto per evitare qualsiasi cosa, perchè il sabato si gioca ed è il completamento di una settimana di allenamenti. Ricordo quando è nato il mio primo bambino e stavo ancora giocando. Il venerdì sera, se piangeva o qualcosa del genere, dicevo ‘Non posso, domani ho una partita’. Quella carta è stata giocata in molte occasioni”. L’ex Liverpool aveva anche una scusa per seguire le partite in TV senza interruzioni: “Spesso dicevo che era per lavoro”. Bugie sicuramente non gravi, ma chissà cosa penserà Abbey ora che ha scoperto tutto.

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