Sharpe e l’aneddoto su Ferguson: “Mi ha fatto rimandare la mia ragazza a Birmingham”

Sir Alex Ferguson è uno dei più grandi tecnici della storia del calcio, il più vincente di tutti i tempi. Lo scozzese però non è ricordato solamente per i successi ottenuti con il Manchester United ma anche per il cosiddetto “hairdryer traitment”, così nominato da tabloid e giocatori. Ferguson prendeva un giocatore e gli strillava talmente forte in faccia, da asciugargli i capelli bagnati. E nessun campione è stato risparmiato. Tra i più famosi asciugacapelli, sicuramente quello del febbraio 2003 a David Beckham che si è concluso con il ferimento dell’ex centrocampista. Il tecnico durante la discussione prese infatti a calci uno scarpino colpendo lo Spice Boy proprio sopra l’occhio. Ma gli aneddoti non mancano, e ora è l’ex Red Devils Lee Sharpe a raccontarne uno nuovo. Lo scozzese una volta si arrabbiò così tanto con il suo giocatore che lo costrinse a rimandare a Birmingham la sua ragazza.

Sharpe e l’aneddoto su Ferguson: “Mi ha fatto rimandare la mia ragazza a Birmingham”

L’ex centrocampista, che ha vestito la maglia dello United dal 1988 al 1996, non ha sempre avuto un rapporto semplice con Ferguson. Il 49enne, ai microfoni del Sun, ricorda in particolare un episodio. Lee voleva trasferirsi dagli alloggi dei calciatori in una casa indipendente con la fidanzata e ne ha parlato con il tecnico, che si è dimostrato comprensivo. Sir Alex, però, ha messo subito in chiaro un particolare: “Ho avuto un po’ di scontri con lui, il peggiore ad Anfield. Prima di quella partita gli avevo chiesto se potevo trasferirmi dagli alloggi dei calciatori in una casa tutta mia con la mia fidanzata. Lui mi ha risposto che ero un po’ troppo giovane, ma siccome ero della prima squadra me lo avrebbe permesso. Ma mi ha anche detto che se il mio rendimento ne avesse risentito, sarei dovuto tornare agli alloggi. Gli ho detto che non sarebbe stato un problema”. 

Il rendimento di Sharpe però peggiora e la nuova sistemazione del giocatore diventa un problema: “Avevo trovato una casa e avevo fatto venire la mia ragazza da Birmingham. Tutto andava alla grande, ma poi sono calato di forma e non era quello che Sir Alex voleva. Ad Anfield siamo andati sotto e lui a fine primo tempo mi ha fatto il rimprovero più duro della mia vita. Mi ha detto di vendere la casa e di rimandare la mia ragazza a casa. Quella partita è stata un’incubo, mi ha sostituito a venti minuti dalla fine e quando sono tornato ho fatto come mi ha detto. Ho venduto casa e macchina e ho rimandato la mia fidanzata a Birmingham. Molte volte era davvero spaventoso. Era spietato, ma conosceva così bene il calcio e i calciatori, ho imparato moltissimo da lui. Era un piacere giocare per Sir Alex”.

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