Giacomo Raspadori, il gioiellino del Sassuolo

Bentivoglio, provincia di Bologna. Qui nasce Giacomo Raspadori il 18 febbraio 2000. Fin da bambino è amore a prima vista con il pallone. Cresce a Castel Maggiore, dove inizia a muovere i primi passi nel Progresso Calcio. La sua avventura dura solo una stagione, perchè nel 2009 arriva la chiamata del Sassuolo. A soli 9 anni entra nell’Academy neroverde insieme al fratello maggiore Enrico, anche lui attaccante. Da lì in poi le strade della squadra emiliana e di Giacomo non si separeranno mai.

Fiuto del goal e velocità lo distinguono da ogni altro ragazzino. Spesso e volentieri viene utilizzato con le squadre di categorie superiori. Questo non lo intimorisce affatto, per lui conta solo giocare a calcio. Inutile dire che ogni volta che ha la palla tra i piedi è ‘una gioia per gli occhi‘. Segna a raffica, nessuno lo può fermare e lui punisce ogni volta. Le sue doti sono indiscutibili e già a 14 anni le big della Serie A fanno la fila per accaparrarselo. Rifiuta le offerte di Milan, Roma e Inter, per il quale nutre una certa simpatia. Rimane fedele al Sassuolo perchè sa che qui può crescere e maturare sia calcisticamente che umanamente. Ormai Sassuolo è casa.

Giacomo Raspadori: tra Primavera e Serie A

Nella stagione 2017-2018 entra nel gruppo della Primavera. Con delle ottime prestazioni conquista la fiducia del mister Iachini. Raspadori si allena duramente con la prima squadra e finalmente arriva la convocazione per la partita del Bentegodi contro il Chievo del 4 marzo 2018. Sa bene che può scendere in campo ed esordire nella massima categoria. Purtroppo però, in quella giornata di campionato nessuno scende in campo. La notte prima se ne va il capitano viola Davide Astori.

Così Giacomo manca l’appuntamento con l’esordio in Serie A, rimandato solo di un anno. Nella stagione successiva cambiano molte cose: Giacomo diventa capitano della Primavera e trascina la sua squadra con 15 goal in 26 presenze. Intanto De Zerbi diventa il nuovo tecnico della prima squadra. Giacomo si allena con regolarità tra i grandi e finalmente arriva il debutto con i professionisti. Il 26 maggio 2019, al Mapei Stadium, Giacomo entra nel recupero di una partita ormai finita, ma non importa. A 19 anni il suo sogno si realizza. Per lui è una giornata indimenticabile, ma non sa che è solo una di tante.

Giacomo Raspadori: il primo goal non si scorda mai. Ma nemmeno il secondo, il terzo, il quarto…

L’anno successivo è inserito saldamente in prima squadra. Non viene impiegato moltissimo, ma quando serve una mano è pronto a dimostrare il suo valore. Per un attaccante le buone prestazioni non bastano. Un attaccante si nutre di goal. Lo Stadio Olimpico sembra il palcoscenico perfetto. Infatti l’11 luglio 2020 Giacomo scende in campo dal primo minuto contro la Lazio. La partita inizia nei migliori dei modi, Giacomo trova il goal dopo 10 minuti, ma il VAR gli nega la sua prima gioia. Ad aumentare il malumore ci pensa Luis Alberto, portando in vantaggio i biancocelesti sul finire di primo tempo. Nell’aria però, si sente un’atmosfera diversa. Al minuto 52 Ciccio Caputo serve davanti porta una palla facile. Sul pallone si avventa Giacomo che insacca un goal che ha segnato migliaia di volte in allenamento.

Quel goal ha un sapore nuovo. Il sapore è quello del primo goal in Serie A. A fine partita, vinta dal Sassuolo al 90′, Giacomo viene intervistato. E’ visibilmente al settimo cielo, ha gli occhi lucidi e un sorriso contagioso. Il bomberino comincia a prenderci gusto e timbra il secondo goal stagionale in casa contro il Genoa. Punisce Perin dopo una corsa palla al piede iniziata da dietro il centrocampo. Termina così una stagione maltrattata dal Covid, ma che Giacomo porterà sempre dentro.

Il Raspadori con la fascia al bracio

Quest’anno riesce a ritagliarsi più spazio e diventa un punto di riferimento per la squadra. Ormai i colori neroverdi sono una seconda pelle. De Zerbi gli affida più volte le chiavi dell’attacco e lui ripaga la fiducia. Alla 29esima giornata arriva la svolta. Domenico Berardi, il capitano, non è della partita. Magnanelli, capitano storico, siede comodamente in panchina. De Zerbi quindi chiama a sé Giacomo e gli consegna la fascia da capitano. Giacomo è incredulo e non si aspetta di ricevere una tale responsabilità. A 21 anni indossa la fascia da capitano nel suo stadio. L’avversario è la Roma, una della squadre che lo desiderava ai tempi delle giovanili. Giacomo gioca con fierezza e determinazione, vuole fare bella figura con la fascia al braccio. Nei minuti finali la sua squadra è sotto per 1-2. Giacomo riceve palla in area e con un movimento lesto buca la porta per il definitivo 2-2. Prima partita da capitano e goal. Una combo perfetta.

La consacrazione alla Scala del calcio

La definitiva consacrazione avviene il 21 aprile. Il Sassuolo è di scena a Milano contro il Milan. Lui parte dalla panchina. I rossoneri sono in vantaggio e gli emiliani non riescono a trovare la via del pareggio. Al 64esimo subentra per Defrel. Ad un quarto d’ora dalla fine, il bomber in maglia 19 corregge un tiro di Toljan e firma il pareggio. Quando si dice nel posto giusto al momento giusto. Qualche minuto più tardi la giocata della partita: Berardi imbuca Giacomo che con il primo controllo salta Tomori e incrocia dall’altra parte. Un bacio al palo e la palla si infila in rete con Donnarumma immobile a guardare. Jack impazzisce di gioia, prima doppietta a San Siro e 3 punti in tasca.

Studio del calcio e ricerca della completezza

Durante un’intervista ha rivelato quali sono i suoi modelli calcistici. Il secondo goal al Milan è un tipico movimento del Kun Aguero. L’argentino è la sua fonte d’ispirazione maggiore e per certi versi ne ricorda anche le movenze e le giocate. Altri bomber che studia sono l’Apache Carlos Tevez ed anche un certo Totò Di Natale. Questi tre fenomeni sono tanto simili quanto diversi tra loro. Tevez è potenza, Di Natale è fantasia e Aguero è concretezza. Un mix dal quale Jack sta costruendo se stesso. Piede preferito? Contro il Milan ha dimostrato che per lui non c’è differenza. Il mister gli ripete sempre che la completezza calcistica può essere un’arma fondamentale. Sicuramente ha tanto da migliorare o perfezionare, ma a 21 anni c’è tutto il tempo per farlo. Finora ha dimostrato tanta umiltà e voglia di fare, i palcoscenici importanti sono pronti ad accoglierlo. Per ora si gode il suo Sassuolo e chissà dove riuscirà a portarlo. Signore e signori il futuro del calcio italiano: Giacomo Raspadori.

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