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Maradona, 12 ore di agonia prima di morire. La perizia della Procura che inguaia i medici

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Diego Armando Maradona avrebbe potuto salvarsi, se ricoverato e sottoposto a cure specifiche. Invece, dopo 12 ore di agonia è morto anche a causa del comportamento “inappropriato, carente e sconsiderato” dei medici che lo seguivano. È questo quanto si evince dalla perizia di 70 pagine partorita dalla commissione di esperti incaricata dalla Procura di San Isidro per far luce sulla scomparsa dell’ex Pibe de Oro. Una perizia che inguaia i medici dell’argentino.

Lo scorso 25 Novembre, all’età di 60 anni, Diego Armando Maradona è scomparso a causa di un’insufficienza cardiaca in una casa del quartiere San Andrès, a Tigre. La notizia ha inevitabilmente scosso non solo il mondo del calcio, ma tutta la comunità argentina ed internazionale. Poco dopo la sua scomparsa la Procura di San Isidro ha avviato un’indagine per far luce sulla vicenda, e soprattutto per capire se la morte dell’ex calciatore argentino potesse essere evitata. I lavori della commissione di 20 esperti messa in piedi dalla Procura hanno prodotto un documento di 70 pagine, che spiega che l’ex Pibe de Oro avrebbe avuto la possibilità di salvarsi.

Maradona e l’agonia: cure mediche sbagliate?

Secondo la perizia della commissione incaricata l’ex Pibe de Oro avrebbe avuto “maggiori possibilità di sopravvivere se fosse stato ricoverato in un centro di assistenza adeguato“. Nel documento si legge che Maradona è stato lasciato in “agonia” per almeno 12 ore prima della sua morte. Inoltre le cure che ha ricevuto sono state “inadeguate, incomplete e imprudenti“. Poi si sottolinea ulteriormente che “tenuto conto del quadro clinico, clinico-psichiatrico e delle cattive condizioni generali, avrebbe dovuto continuare la riabilitazione e le cure multidisciplinari in un istituto appropriato“. Adesso i medici che seguivano il campione argentino rischiano grosso.