Il day after della festa scudetto degli interisti in Piazza Duomo. I virologi preoccupati: “Gli effetti si vedranno tra 14gg”. Bassetti: “Insensato tenere chiusi gli stadi”

La festa scudetto in Piazza Duomo dei tifosi nerazzurri per il 19° scudetto della storia dell’Inter ha preoccupato e non poco i virologi. Migliaia di persone si sono assembrate per festeggiare la vittoria del tricolore dopo 9 anni di dominio della Juventus. Una festa che però potrebbe portare a un aumento dei casi di coronavirus nelle prossime settimane.

Festa scudetto in piazza Duomo

Il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana in sintesi ha chiosato con: “Era probabile che si potessero verificare. L’importante è che non si verifichino più”. Ma mentre il virologo Roberto Burioni ieri sera a Che Tempo Che Fa ha sminuito l’accaduto “All’aperto il rischio contagio è minimo, i tifosi devono stare attenti soprattutto quando rientrano a casa, sui mezzi pubblici”, gli altri virologi si sono detti preoccupati. “La gioia la si può comprendere – ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, a Sky TG24 – però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti”.

Il virologo Matteo Bassetti ha invece criticato la scelta del governo di continuare a tenere chiusi gli stadi: “Era ampiamente prevedibile che succedesse. Non sarebbe stato meglio avere gli stessi tifosi in numero limitato allo stadio per festeggiare i loro beniamini? 10000 tifosi a San Siro tutti distanziati e controllati: il 15% della capienza. Occorre finirla con l’ipocrisia di vietare cose sensate sapendo che ne succederanno certamente altre molto più rischiose e insensate”.

Pessimista il virologo Fabrizio Pregliasco ad Agorà: “Gli effetti delle riaperture, delle feste clandestine e di assembramenti come quello dei tifosi dell’Inter si vedranno tra 14 giorni, da metà maggio in poi: temo che ci sarà un incremento dei casi, non una nuova ondata ma un’onda di risalita. Chiosa finale di Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “Sono tifoso interista ma si doveva festeggiare in altro modo, rispettando le regole“.

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