Gioventù al servizio dell’esperienza: Vignato-Palacio siete 3…mendi!

Nella scorsa giornata di campionato, nella partita tra Bologna e Fiorentina, abbiamo assistito a una performance strepitosa del duo Vignato-Palacio.

Se è vero che spesso i più “vecchi” dello spogliatoio sono i primi a mettersi a disposizione dei più giovani, nella sfida tra viola e felsinei le credenze sono state ribaltate. Nel 3-3 finale infatti, sugli scudi ci sono finiti proprio Emanuel Vignato, talento nostrano classe 2000 e autore di 3 assist, e Rodrigo Palacio, “senatore” del nostro campionato classe 1982, che ha messo a segno tutte le marcature. 18 anni di differenza ma un’intesa davvero speciale. Come se i due si conoscessero da sempre: Palacio detta il movimento, Vignato gli serve la palla perfetta (come in occasione del terzo gol). Il giovane talento ha il pallone, alza la testa e serve perfettamente il trenza, che con il suo brio e la sua esperienza riesce sempre a farsi trovare libero.

Vignato e Palacio, la strana coppia: l’effetto “chioccia” che porta i suoi frutti

Tutti i grandi allenatori sanno che per ottenere risultati importanti, in rosa ci deve essere un equilibrato mix di giovani ed esperti. E il caso Vignato-Palacio ne è un esempio. Il talento è spesso nemico del sacrificio. Leggiamo quasi quotidianamente esempi di giocatori che, nonostante mezzi tecnici e fisici importanti, si perdono non riuscendo a mantenere le promesse a causa di un carattere poco incline al sacrificio. Ed è per questo che spesso gli allenatori vestono i panni di chimici e studiano la corretta formula, tra giovani ed esperti, per cercare di valorizzare questo talento.

L’importanza di Mihajlovic e Palacio

Per gestire il talento cristallino di Vignato, Mihajlovic e Palacio sono due profili a dir poco azzeccati. Il primo, al di là della retorica, è un uomo ancor prima che uno sportivo che per arrivare sul tetto d’Italia ha dovuto fare molti sacrifici. Il secondo, in un mondo calcistico pieno di superstar e personaggi pittoreschi, ha sempre mantenuto un profilo basso, onorando la maglia che indossava, entrando nel cuore dei tifosi di Boca e Genoa prima, Inter e Bologna poi. E pare che Vignato abbia fatto tesoro degli esempi che i suoi colleghi gli han dato. In una recente intervista, è lo stesso Vignato ad ammettere “Mi voleva il Barcellona, ma ho preferito rimanere a Bologna“. Un gesto di maturità, per un ragazzo che giustamente rimane affascinato dal blasone dei blaugrana, ma che conosce anche i propri limiti e le scelte giuste per lui.

Vignato? Deve essere convocato in Nazionale“. Garantisce Miha.

Lo stesso Mihajlovic, dopo la splendida prestazione di settimana scorsa, ha voluto elogiare le capacità tecniche di Vignato: “Io non posso credere che Vignato non venga convocato con regolarità nella Nazionale Under 21” esordisce il mister. “Come si chiama l’allenatore? Nicolato? Nicolato dovrebbe convocare Emanuel perché è un giocatore di talento“. Non sappiamo se il CT Nicolato ascolterà le parole di Mihajlovic, ma siamo sicuri che Vignato continuerà a lavorare sodo per diventare migliorare. D’altronde, con un esempio come Palacio davanti non potrebbe essere altrimenti.

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