Da Football Manager ad allenatore in Belgio: la favola del 28enne Will Still

Sono certamente tantissimi i ragazzi che passano ore davanti allo schermo del computer a giocare a Football Manager, il videogioco manageriale sul mondo del calcio più completo e realistico mai creato. Sono invece pochissimi quelli che possono affermare di vivere Football Manager nella vita reale. È la storia di Will Still, 28enne inglese con un’enorme passione per il famoso simulatore manageriale, che a Gennaio è diventato il più giovane allenatore della Prima Divisione belga. E con ottimi risultati.

Ha appena 28 anni ma siede già, da allenatore, su una panchina della massima divisione belga e con il piccolo Beerschot, squadra neopromossa in Jupiter Pro League, ha sfiorato addirittura la qualificazione ai playoff per entrare nella prossima Europa League. Will Still, nato e cresciuto nella città belga di Braine-l’Alleud, dove suo padre (inglese) lavorava per Shell, per arrivare così precocemente ad allenare a certi livelli deve avere per forza qualche segreto, oltre ad indubbie qualità. Il suo segreto si chiama Football Manager, il noto videogioco manageriale passione di tanti, giovani e non, in tutta Europa. Still ha confessato di aver passato ore ed ore davanti allo schermo del proprio pc. Un allenamento che, visti i risultati, deve essergli tornato molto utile…

Will Still e il “segreto” Football Manager

Ho passato ore giocando a Football Manager – ha raccontato Will Still – soprattutto durante le vacanze estive nel periodo scolastico. Come tifoso del West Ham, ho sempre giocato come loro, ciò ha avuto un’influenza su di me“. Molto più di un gioco: “Pur essendo divertente da giocare, FM mi ha anche aiutato a capire cosa deve fare un giocatore sul campo, oltre ad obbligarmi ad occuparmi di tutti i piccoli dettagli, come i rinnovi dei contratti“. Quindi, a differenza di quanto dice la quasi totalità dei genitori, tutto quel tempo trascorso davanti allo schermo non è stato tempo buttato…

L’occasione belga

Dopo aver trascorso la sua adolescenza in Belgio, Still si è trasferito in Inghilterra, patria dei suoi genitori, per studiare da allenatore. A 21 il suo primo ruolo all’interno del mondo del calcio, proprio in Belgio al St Truiden come video analyst. Da lì un’esperienza allo Standard Liegi nello staff dell’allora tecnico Yannick Ferrera, poi l’incarico di vice allenatore al Lierse nel 2017. Proprio lì ebbe la possibilità di diventare capo allenatore, ma fu stato costretto a dimettersi in quanto non possedeva il patentino Uefa Pro. Dopo il fallimento del Lierse la chiamata del Beerschot dove ha trascorso due anni come assistente degli allenatori Stijn Vreven e Hernan Losada. Fino a Gennaio di quest’anno, quando Losada ha accettato la proposta del Dc United ed è volato in MLS: “Hernan mi ha offerto la possibilità di andare a Washington con lui, ma era un’opportunità troppo grande rimanere a Beerschot, soprattutto perché era la nostra prima stagione in Prima Divisione“.

E il futuro?

In Inghilterra intanto hanno iniziato ad accorgersi di questo giovanissimo allenatore forgiato da ore di gioco al pc. Lui sogna la Premier League: “L’Inghilterra è il posto dove stare, la Premier League gode di una così alta reputazione…“. Si può dire che Still ha anche l’aggancio giusto: il Beerschot, con sede ad Anversa, è in parte di proprietà dell’uomo d’affari saudita Abdullah bin Musa’ad bin Abdulaziz Al Saud, proprietario anche dello Sheffield United, recentemente retrocesso in Championship. E secondo il Sun, il 28enne sarebbe un serio candidato per sedere sulla panchina delle Blades per tentare l’immediata risalita nella massima serie.

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