Vardy stava per lasciare il calcio per fare animatore a Ibiza: “Sembrava una buona idea”

Jamie Vardy è ormai una bandiera del Leicester. L’attaccante, che ha segnato 15 reti per le Foxes in questa stagione, è uno dei marcatori più prolifici nella storia recente della Premier. La scorsa stagione ha vinto il premio come capocannoniere del campionato inglese per la prima volta nella sua carriera grazie ai suoi 23 gol ma la sua vita, oggi, poteva esser ben diversa. Jamie, infatti, stava per lasciare il calcio professionistico per diventare un animatore a Ibiza. Le Foxes però l’hanno convinto a restare con la squadra. Vardy arriva a Leicester dal Fleetwood nel 2012, per 1 milione di sterline. Ma nella stagione d’esordio ha qualche problema, fatica ad ambientarsi e segna solo cinque gol. Le sue difficoltà in campo lo hanno portato a credere che il suo futuro fosse lontano dal calcio. Ed è proprio in quel momento che si presenta l’opportunità di andare a lavorare a Ibiza.

Vardy stava per lasciare il calcio per fare animatore a Ibiza: “Sembrava una buona idea”

Una curiosità rivelata già in passato dal tecnico Craig Shakespeare ma anche dall’ex compagno di squadra Ben Marshall e che ora, ai microfoni del Daily Mail, conferma lo stesso Vardy: Trasferirmi a Ibiza all’epoca sembrava una buona idea, anzi, un’ottima idea. Ma grazie a Dio non l’ho fatto. Era uno di quei momenti strani, non ero mai stato in un ambiente come quello della Championship, avevo problemi ad adattarmi, i risultati e i gol non arrivavano come volevo. E sono cose che ti fanno pensare. Quindi ho parlato con Nigel Pearson e gli ho addirittura chiesto di lasciarmi tornare in prestito al Fleetwood, perché lì le cose mi erano andate bene. Ma lui mi ha detto che ero abbastanza bravo e che se mi fossi dato da fare avrei potuto giocare anche a un livello molto più alto. A quel punto ho capito che credeva in me e tutto è andato bene”.

Gli ex allenatori del Leicester Craig Shakespeare e Steve Walsh, insieme al manager Nigel Pearson, sono riusciti a convincere l’attaccante a rimanere. Shakespeare ha parlato di questo aneddoto nel 2017: “Il nostro lavoro è supportare i giocatori. A volte hanno dubbi su se stessi e Jamie sarebbe il primo ad ammettere che stava attraversando un momento difficile. Io, Nigel Pearson e Steve Walsh eravamo lì per supportarlo. Gli abbiamo anche detto che non solo aveva le caratteristiche per giocare in Premier, ma anche per giocare in nazionale. Gli abbiamo detto che lo volevamo e credevamo in lui. Per fortuna non è andato a Ibiza. Penso che abbia preso la decisione giusta”. E lo pensiamo anche noi. 

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