Real Madrid, Zidane e la lettera d’addio al veleno: “Dimenticato ciò che ho costruito”

Dopo il (secondo) divorzio dal Real Madrid, club con il quale sia da giocatore che da allenatore è stato campione di tutto, Zinedine Zidane ha deciso di scrivere una lettera aperta per spiegare a tutti i tifosi i motivi del suo addio al alle Merengues. Nella lettera, pubblicata da As, presenti gli immancabili ringraziamenti alla società e ai supporter madrileni, ma anche un duro atto d’accusa al club.

Una stagione avara di successi, cosa più unica che rara in casa Real Madrid, e il conseguente ed inevitabile divorzio. Zinedine Zidane non sarà più l’allenatore delle Merengues, e questa non è certamente una sorpresa. Ma l’addio tra il tecnico francese ed il club più blasonato d’Europa non è filato del tutto liscio. Zidane infatti, in una lunga lettera aperta scritta ai tifosi Real e pubblicata dal quotidiano spagnolo AS, spiegando i motivi del divorzio dai Blancos, ha lanciato un duro atto d’accusa al club. L’ex Pallone d’Oro ha rimproverato la dirigenza madrilena di essersi “dimenticata di tutto ciò che aveva costruito“, e ha spiegato che ha lasciato il Bernabeu perchè “la società non mi dà più la fiducia di cui ho bisogno“. Non proprio un divorzio con il sorriso dunque…

Zidane spiega in una lettera il perchè dell’addio al Real Madrid

La lunga lettera scritta da Zidane per i tifosi si apre con i ringraziamenti di rito: “Per vent’anni, dal primo giorno in cui ho messo piede nella città di Madrid e ho indossato la maglia bianca, mi avete dato il vostro amore. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di molto speciale tra di noi. Ho avuto il grande onore di essere giocatore e allenatore del club più importante della storia, ma soprattutto sono un ‘madridista‘. Per tutto questo, ho voluto scrivervi questa lettera per salutarvi e spiegarvi la mia decisione di lasciare la panchina“. Quindi ha spiegato la sua decisione di tornare al Real dopo il primo arrivederci: “Sono tornato perchè me lo ha chiesto il presidente Perez, certo, ma anche perchè me lo chiedevate tutti i giorni. Quando vi incontravo per strada, sentivo il supporto e la voglia di rivedermi con la squadra“. Poi passa all’attacco.

“La società non mi dà più fiducia”

Adesso ho deciso di partire e voglio spiegare bene i motivi“, prosegue Zidane nella lettera di addio al Real Madrid. “A Maggio 2018 sono andato via perchè dopo due anni e mezzo con tante vittorie sentivo che la squadra aveva bisogno di nuovi stimoli. Oggi le cose sono diverse. Me ne vado perchè sento che la società non mi dà più la fiducia di cui ho bisogno, non mi offre il supporto per costruire qualcosa a medio o lungo termine. Conosco il calcio e le esigenze di un club come il Madrid, so che quando non vinci devi andare via. Ma qui è stata dimenticata una cosa molto importante, cioè tutto quello che ho costruito quotidianamente, il rapporto con i giocatori, con le 150 persone che lavorano con e intorno alla squadra“.

“Letto cose che mi hanno fatto male”

Io sono un vincitore nato ed ero qui per conquistare trofei, ma al di là di questo ci sono gli esseri umani, le emozioni, la vita e ho la sensazione che queste cose non siano state valorizzate e anzi, in un certo senso, sono stato rimproverato“, spiega il tecnico francese. “Voglio rispettare ciò che abbiamo fatto insieme. Non chiedevo privilegi, ovviamente, ma un po’ più di memoria. I rapporti umani devono essere essenziali, più importanti del denaro, della fama, di tutto. Ecco perchè mi ha fatto molto male quando ho letto sulla stampa, dopo una sconfitta, che mi avrebbero cacciato se non avessi vinto la partita successiva. Ha ferito me e tutta la squadra, questi messaggi affidati intenzionalmente ai media hanno creato interferenze negative con lo staff, dubbi e incomprensioni. Meno male che avevo dei ragazzi meravigliosi che mi hanno salvato con grandi vittorie. Perchè credevano in me e sapevano che credevo in loro“.

Stoccata finale ai giornalisti

Non sono il miglior allenatore del mondo, ma sono in grado di dare la forza e la fiducia di cui tutti hanno bisogno nel proprio lavoro, siano essi un giocatore, un membro dello staff tecnico o qualsiasi dipendente. So esattamente di cosa ha bisogno una squadra. In questi vent’anni al Madrid ho imparato che voi tifosi volete vincere, ma soprattutto volete che diamo tutto. E posso assicurarvi che abbiamo dato il 100% di noi stessi per il club“. L’allenatore francese chiude la sua lunga missiva con una stoccata ai giornalisti: “Ho fatto centinaia di conferenze stampa e purtroppo di calcio abbiamo parlato poco. Senza cercare di criticare o darvi lezioni, avrei voluto che le domande non fossero sempre dirette alla polemica, che si parlasse più spesso di calcio e soprattutto dei giocatori, che sono e saranno sempre i più importanti“. Chapeau Zizou.

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