Ceferin attacca Agnelli: “Mi ha mentito fino all’ultimo. Per me non esiste più”

Aleksander Ceferin attacca, ancora una volta, Andrea Agnelli. Continua il botta e risposta a distanza tra il numero uno bianconero e il presidente Uefa. Nelle scorse ore, durante la conferenza stampa di addio di Paratici, era stato il dirigente sportivo italiano ad attaccare Ceferin. Ora, è Ceferin a tornare sul caso Superlega. L’avvocato sloveno, in un’intervista rilasciata al sito So Foot. com, spiega che Agnelli ormai non è più un amico: “In questo caso i protagonisti possono essere classificati in tre categorie. Nella prima ho messo Andrea Agnelli. Lì è personale. Ai miei occhi, quest’uomo non esiste più. Pensavo fossimo amici, ma mi ha mentito in faccia fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno, assicurandosi che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi. Mentre il giorno prima aveva già firmato tutti i documenti necessari per il lancio della Superlega”.

Ceferin attacca Agnelli e tutti i protagonisti del progetto Superlega

Agnelli, però, non è l’unico protagonista della vicenda: “Nella seconda categoria ho messo un gruppo di dirigenti che sentivo abbastanza vicini a me e che mi dispiace non mi abbiano detto in anticipo cosa avevano intenzione di fare. Infine nell’ultima categoria ci sono i manager con i quali non ho avuto contatti privilegiati. Non li biasimo, ma anche loro dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni”. Ceferin confessa di non aver capito esattamente quanto stava per accadere in quei giorni: “Onestamente non sapevamo esattamente cosa stesse succedendo. Di tanto in tanto abbiamo ricevuto minacce di scissione, documenti sull’argomento sono trapelati, ma non l’abbiamo preso molto sul serio. Agnelli, allora presidente dell’ECA, faceva parte del nostro comitato esecutivo e ci assicurava continuamente che non c’era davvero nulla di cui preoccuparsi. Se ho sospettato qualcosa? Potresti avere dei sospetti, ma quando le persone nel tuo ufficio ti giurano: ‘No, no, sono tutte stronzate’, difficile non credergli”.

Ma quali informazioni ha il presidente Uefa sul progetto Superlega? Ceferin prova a spiegarlo: “Attraverso questa competizione tutti questi dirigenti hanno visto un modo per garantire alle loro rispettive parrocchie un posto immutabile ai vertici del calcio europeo. So per certo che la loro prima idea è stata quella di smettere di partecipare alle competizioni UEFA, pur rimanendo nei rispettivi campionati nazionali. Ma lo avrebbero fatto con una squadra B, visto che avrebbero giocato la loro competizione europea con la squadra A. Poi l’idea era di uscire dai campionati nazionali come secondo passo, per giocare solo partite europee ogni fine settimana”.

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