Ilary Blasi: “Non capisco niente di calcio, se viene Mou o Peppino Di Capri per me è la stessa cosa”

La quindicesima edizione de L’Isola dei Famosi, prodotta da Banijay e in onda su Canale 5, sta per chiudere il sipario e la conduttrice Ilary Blasi si racconta in esclusiva a FQMagazine. Un’intervista a tutto tondo, dal lavoro, alla famiglia, dalla quotidianità con Totti alle loro 8 capre. Ovviamente però non viene tralasciato il mondo del calcio. Mondo che Ilary ammette di non conoscere benissimo: “Io non ne capisco niente. Se viene Mourinho o Peppino Di Capri per me è la stessa cosa (ride, ndr). Sicuramente a livello mediatico è una bomba, a livello calcistico non lo so. Già seguivo poco quando Francesco giocava, figuriamoci adesso”. 

Ilary Blasi e il calcio: “Spalletti? Se lo incontrassi lo saluterei”

La conduttrice risponde senza troppi giri di parole e parla anche di un altro allenatore, Luciano Spalletti che dalla prossima stagione sarà sulla panchina del Napoli. Ilary, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport nel 2016, definì il tecnico un “piccolo uomo”, ma ora spiega che non porta rancore: “Se lo incontrassi per strada cosa gli direi? Ciao Luciano, lo saluto. Anzi, ciao mister. Anche se dovessi incontrare Corona, lo saluterei. Non sono una che porta rancore”. La conduttrice romana racconta anche della vita quotidiana con Totti, delle loro 8 capre e degli ombrelloni a Sabaudia: “È vero, abbiamo otto capre. Abbiamo una casa a Sabaudia. Siamo in un residence dove abbiamo l’accesso alla spiaggia ma è una spiaggia libera quindi tu devi portarti ombrellone e sedie. Ogni volta un mazzo così (ride, ndr) ma ci piace, il bello di Sabaudia è pure questo”. 

In famiglia la chiamano ‘iceberg’ perché non esterna le emozioni, ma Ilary non pensa di essere esattamente così fredda. Spiega inoltre come mai all’addio di Totti al calcio hanno pianto tutti, tranne lei: “Mi hanno dato questo soprannome ma non penso di essere fredda, sono decisa e se mi conosci scopri anche che sono affettuosa. Romantica no ma nemmeno algida. Ero commossa, forse le avevo esaurite prima le lacrime. In quel momento volevo essere un punto fermo per lui, era un piagnisteo generale. Volevo essere un’àncora per lui e miei figli, non è che se uno non piange è freddo e non prova emozioni”.

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