Medico Danimarca: “Non sappiamo ancora cosa sia successo. Team di psicologi per la squadra”

Dopo il grande spavento e il sospiro di sollievo ci si interroga su cosa sia successo a Christian Eriksen e sulle cause di quanto accaduto durante Danimarca-Finlandia. Il centrocampista è in ospedale, cosciente e in condizioni stabili, come conferma anche il medico della Danimarca, Morten Boesen, nel corso della conferenza stampa congiunta con l’allenatore della nazionale Kasper Hjulmand e con il direttore sportivo Peter Møller: “Christian è di buon umore e tutti i test al momento sembrano a posto. È attento e risponde in modo chiaro e pertinente. Il suo cuore batte di nuovo”. 

Medico Danimarca: “Non sappiamo ancora cosa sia successo”

Ma cos’è successo esattamente al 43’ minuto del match contro la Finlandia? Ancora non si sa con esattezza e, al momento, rimane tutto inspiegabile. Ciò che è certo, spiega il medico della Danimarca, è che il giocatore fosse in arresto cardiaco: Non c’è ancora una spiegazione su quanto accaduto ed è questo uno dei motivi per cui è ancora in ospedale. È per scoprire cosa sia successo. Se n’era andato, praticamente era morto, era in arresto cardiaco. Non so come abbiamo fatto a rimetterlo al mondo, è successo tutto in maniera così veloce. Io non sono un cardiologo, non posso scendere nei dettagli, per quello ci sono gli specialisti, esperti della materia. Quali conseguenze per lui? Dipenderà dagli esami”. 

Eriksen, come racconta il CT Hjulmand, ha rassicurato i compagni di nazionale tramite videochiamata: “Christian era preoccupato per noi e per la sua famiglia, ha detto che non si ricordava molto e che era preoccupato per noi. È tipico di lui, questo dimostra che grande giocatore e che grande persona sia. Voleva che giocassimo, è un calciatore e si sente meglio quando si gioca a calcio. Cercheremo di giocare per lui”. Il suo malore ha scosso inevitabilmente tutti in casa Danimarca, tanto che è stato necessario il supporto di un team di psicologi. 

Medico Danimarca: “Team di psicologi per la squadra”

Gli specialisti, spiega il medico della Danimarca, hanno raggiunto la squadra nella sede della nazionale, all’Hotel Marienlyst:Abbiamo ricevuto aiuto da 4 psicologi. La squadra ha ricevuto assistenza anche questa mattina. Siamo grati per l’aiuto esterno, i calciatori dovranno e sapranno rialzarsi. La mia sensazione è che loro stiano accettando l’aiuto, anche se è individuale il modo in cui reagiscono. Noi siamo pronti ad esser loro vicini. In queste situazioni vediamo cos’è il calcio, spirito di squadra e anche compassione”.

Il CT ha poi parlato delle polemiche relative al fatto di essere scesi in campo per proseguire la partita. Forse, sostiene Hjulmand, sarebbe stato meglio evitare: “Penso che sia stata una decisione sbagliata lasciare la decisione sulla ripresa del match ai calciatori. Loro non sapevano se avevano perso il loro buon amico. Ho la sensazione che non avremmo dovuto giocare. Forse avremmo dovuto prendere l’autobus. Ma è solo una sensazione. È stata una decisione estremamente difficile per i giocatori”.

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