De Laurentiis sulla Superlega: “Agnelli ha sbagliato. Ma alla Uefa va tolta una coppa”

Aurelio De Laurentiis sulla Superlega ha le idee ben chiare, così come sulla Uefa. Lo dimostra nel corso dell’intervista al Passepartout Festival, in cui il produttore cinematografico ha parlato del suo ruolo di presidente del Napoli, ma anche della chiacchieratissima Superlega, di Uefa e di Figc.  

Allo stadio con la scorta, ma a Napoli, in città De Laurentiis vuole essere libero: “Quando vado alla partita ho la scorta, ma quando sono a Napoli da solo mi rifiuto di averla. Mi sento un uomo libero anche se qualcuno mi scrive ‘ti uccidiamo, sei una merda’ perché magari l’ho fatto arrestare. Loro sanno che con me il compromesso non esisterà mai. Quando vado a dormire spengo la luce e non mi devo portare dietro i problemi, infatti mi addormento subito. Se morissi domani, non avrei problemi di coscienza da portarmi dietro”.

De Laurentiis sulla Superlega: “Agnelli ha sbagliato”

Se si parla di calcio poi non si può non far riferimento al recente terremoto Superlega. Tre le squadre italiane fondatrici del progetto, tra queste non figura il suo Napoli, ma De Laurentiis spiega il perché della nascita del progetto: “La Superlega è figlia del fatto che le organizzazioni del calcio, le istituzioni, pensano di fare loro gli istituzionalisti con i soldi nostri, con i nostri investimenti. Che interesse ha un Real Madrid, una Juve, un Napoli a fare la Champions indebitandosi per poter fatturare 70-80-90-100 milioni in più, se se ne sono spesi 200-300? Così non va”.

Così non va, è vero, ma Agnelli ha sbagliato a credere e seguire l’idea Superlega: Io faccio parte dell’Eca, ho sempre detto ad Agnelli che stava sbagliando con la Superlega perché loro volevano diventare gli attori principali del sistema, ma invece democraticamente bisogna lasciare la porta aperta a tutti”.

De Laurentiis sulla Superlega: “Sbagliata, ma alla Uefa va tolta una coppa”

Progetto sbagliato sì, ma c’è bisogno di un’altra competizione, da togliere alla Uefa: Dobbiamo stabilire un’altra competizione togliendola alla Uefa, pur lasciandola come segretariato generale, dando noi all’organismo europeo una percentuale sulle revenue e non facendoci pagare noi dalla Uefa. Ho 18 calciatori del Napoli in giro per i campionati europei, se qualcuno non mi torna sano per sei mesi, chi mi ripiana quei 100 o 50 milioni, la Uefa? No, e io perché ho dovuto prestare il mio calciatore? Per prendere degli spiccioli? Tu fatturi 3 miliardi e mezzo in 15 giorni, allora ti devi sedere a tavolino e dobbiamo rivedere la situazione. Agnelli, Perez e gli altri hanno sbagliato, ma non a dichiarare che il calcio è diventato fallimentare per colpa delle istituzioni”.

De Laurentiis se la prende poi con Gravina, presidente della Figc. Il dirigente ha annunciato cambiamenti, ma il presidente del Napoli ha dei dubbi: “Gravina è una persona rispettabilissima. Ha annunciato grandi cambiamenti, ma come mai sono due anni e mezzo che sta lì e non ha fatto abolire la legge 91 che è di 40 anni fa? Perché non ha fatto abolire la legge Bossi-Fini del 2001 sulla libera circolazione degli extracomunitari che costerebbero di meno e agevolerebbero le squadre meno importanti? Perché non ha dato un calcio alla legge Melandri? Il calcio cambia, va modificato di anno in anno, è questo che non si vuol capire. Le loro risposte sono sempre sì, no, va bene vediamo, ci pensiamo”. 

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