Capello su Ronaldo il Fenomeno: “Gli chiesi di perdere almeno 6 chili, ma lui…”

Dalle parti di Madrid si ricordano bene di Don Fabio Capello e della sua doppia esperienza sulla panchina delle Merengues. Due stagioni al Santiago Bernabeu, la seconda a dieci anni di distanza dalla prima. L’ex tecnico anche di Milan, Roma e Juventus ha rilasciato un’interessante intervista al quotidiano As in cui ha svelato alcuni aneddoti riguardanti quelle due stagioni spagnole. Capello sulle accuse di difensivismo, Capello su Ronaldo il Fenomeno fino al pensiero di Capello sul caso Sergio Ramos. Don Fabio come sempre è stato diretto e sincero nelle sue parole.

“Mi accusavano di essere difensivista…”

Al suo arrivo al Santiago Bernabeu, nell’ormai lontana estate del 1996, l’ex tecnico del Milan venne accusato di eccessivo difensivismo. Capello ha sempre respinto quelle accuse: “È la più grande bugia del mondo! Hanno cominciato a dirlo dopo il mio primo scudetto col Milan perchè vincevamo tutte le partite 1-0. Ma guardate al mio primo anno al Real. Giocavo con un solo mediano, che era Redondo! E assieme a lui c’era Seedorf, un trequartista. Victor su una fascia, Raul sull’altra, Mijatovic e Suker davanti. E questo è essere difensivisti?”.

Capello su Ronaldo

Dieci anni dopo, nel 2006 da Madrid richiamarono Capello appena svincolatosi dalla Juventus dopo i noti fatti di Calciopoli. In quel Real c’era un certo Luis Nazario da Lima. Capello su Ronaldo è abbastanza chiaro: “Ronnie è il miglior giocatore che abbia mai allenato assieme a Van Basten”, spiega subito Don Fabio, che però aggiunge: “In quel momento però era negativo per la squadra. Volevo aiutarlo e gli dicevo quello che doveva fare, all’epoca pesava 96 chili. Allora gli ho chiesto: ‘quanto pesavi quando hai vinto i mondiali in Corea e Giappone?’. E lui mi ha risposto che pesava 84 chili. ‘Ce la fai a scendere almeno a 90?’. Ma non ci riusciva…”.

Il “caso” Sergio Ramos

Pochi giorni fa El Gran Capitan Sergio Ramos ha dato il suo addio al Real. Anche su questo episodio Capello ha le idee chiare: “Bisognava parlarne con lui, l’età ha un peso per tutti e non so se era in condizione per giocare da titolare. Si parla di un calciatore che per me è stato molto importante, ma che anche io lo ho aiutato molto. Quando sono stato per la seconda volta a Madrid lui era appena arrivato ed è stato fondamentale per i trionfi della squadra, questo è innegabile. Però forse a 35 anni non era il momento di chiedere troppo”.

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