“I compagni bullizzavano Ronaldo”, la rivelazione di un ex Man Utd

Succede che quando si arriva giovanissimi in una nuova squadra formata da campioni già affermati non è semplice integrarsi velocemente nel gruppo e riuscire ad imporsi all’interno dello spogliatoio. Soprattutto se i tuoi capelli sono abbastanza appariscenti e il tuo modo di giocare comprende finte acrobatiche e doppi passi a non finire. Quando Cristiano Ronaldo arrivò appena 18enne al Manchester United le cose andarono più o meno così. Ma quel ragazzino portoghese possedeva già la forza mentale necessaria per affrontare qualsiasi “bullo” da spogliatoio…

I racconti di Mads Timm

Mads Timm è un ex calciatore danese arrivato dalla parte “red” di Manchester all’età di 16 anni, ma con la prima squadra degli inglesi non ha mai esordito. Il classe ’84 ha però avuto la fortuna di essere presente nel momento in cui un giovanissimo portoghese dalle mèches bionde nel 2003 giunse ad Old Trafford dallo Sporting Lisbona. Timm, che di ricordi dalle parti di Manchester ne ha lasciati ben pochi, ha scritto un libro, “Red Devil“, in cui oltre a raccontare aneddoti sulla sua vita in Inghilterra ha dato spazio anche a quel giovane esterno portoghese che in pochi anni sarebbe diventato uno dei più forti giocatori del mondo.

Timm: “I compagni bullizzavano Ronaldo”

Era straordinario, come calciatore e come persona“, racconta Timm nel suo libro parlando di CR7. “Come me, quando è arrivato al club era un po’ bullizzato a causa dei suoi capelli e dei suoi dribbling acrobatici con cui voleva impressionare lo staff. Poteva fare 10-15 doppi passi prima di provare a dribblare. Ma gente come Gary Neville o Solskjaer gli urlava ‘passala subito, dannazione’, quando giocavano assieme le partitelle“.

Bullismo “propedutico”

I compagni bullizzavano Ronaldo? Lui rispondeva sul campo: “Questo lo ha reso speciale – continua l’ex calciatore danese nel suo libro – ha immediatamente combattuto contro i senatori del club. E ha vinto lui. Non gli interessava del resto dei suoi compagni di squadra, non aveva spazio per gli altri. Tutto riguardava Cristiano Ronaldo. CR7. Me, me e ancora me“.

Da quel lontano 2003 si può dire che di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia…

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