McKennie e i tifosi italiani: “Mi seguono ovunque. Anche i miei cani vengono riconosciuti”

McKennie e i tifosi italiani, che gli hanno fatto comprendere di essere diventato famoso. Il centrocampista texano della Juventus, ai microfoni dei giornalisti di Dallas, ha raccontato della sua esperienza in Italia. Dal football americano alla gioia di conoscere Cristiano Ronaldo fino allo strano rapporto con i tifosi, grazie ai quali ha capito di essere ormai una celebrità. 

Weston scopre il calcio da bambino, a Kaiserslautern in Germania, città in cui si era trasferito con i suoi genitori a causa del lavoro del padre, pilota dell’Air Force Usa. Se non fosse venuto in Europa, probabilmente non sarebbe neanche un calciatore: “Giocavo a football americano prima di trasferirmi in Germania, ma ho iniziato a giocare a calcio, perché la non c’era una squadra di quello sport per la mia età. Penso che se non fossi diventato calciatore, oggi sarei un giocatore di football americano di 90 chili e probabilmente giocherei nella NFL, perché cerco sempre di dare il massimo in ogni cosa che faccio”.

McKennie e i tifosi italiani: “Mi seguono ovunque. Anche i miei cani vengono riconosciuti”

Ma la vita del giocatore statunitense è andata diversamente. Nell’agosto 2020 viene ceduto in prestito alla Juventus dallo Schalke 04, per poi essere riscattato dai bianconeri a stagione in corso. Ed è proprio grazie alla Signora che incontra e comincia a giocare con uno dei suoi idoli, Cristiano Ronaldo: “La prima volta che ho visto Ronaldo stavo entrando nella stanza del fisioterapista per andare dal mio medico e l’ho visto uscire in mutande. Ho pensato, ‘O mio Dio, è davvero lui!’. Ma ho fatto tutto il possibile per comportarmi normalmente e non passare per un fan impazzito, perché sarebbe stato il mio compagno di squadra”.

A Torino McKennie, non solo incontra CR7 ma scopre anche di essere diventato una celebrità: “Ovviamente essere alla Juventus significa essere nel club più grande d’Italia in questo momento, quindi ogni volta che vado in città, cosa che non faccio spesso, vengo fermato probabilmente ogni 10 metri. Uscire è una delle cose che mi piace fare. Amo stare fuori, perché mi piace interagire con le persone. Ma mi piace anche godermi la mia privacy”. 

La fama però ha dei pro, ma anche dei contro: “Qui a Dallas, quando esco, capita ogni tanto che mi riconoscano, mentre in Italia succede sempre, mi riconoscono persino con la mascherina e il cappuccio. Le persone ti seguono per tipo 200 metri, entrano nei negozi in cui entri tu, ti mettono in un angolo e ti scattano le foto. So che questo fa parte della mia professione, ma è anche una cosa che a volte mi infastidisce, quando voglio stare da solo, godermi una passeggiata o portare fuori i cani. Anche loro adesso in Italia sono riconoscibili, quindi è un po’ difficile uscire”. 

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