Luis Enrique sulle minacce a Morata: “Fatto grave, ci penserà la polizia”

Luis Enrique sulle minacce a Morata non ha dubbi. È un fatto talmente grave che ci dovrà pensare la polizia. Il ct della Spagna parla in vista della sfida contro la Croazia valida per gli ottavi di finale di Euro 2020. Le Furie Rosse, dopo un inizio deludente e il rischio eliminazione ai gironi, cercheranno a Copenaghen un pass per i quarti. 

La manita contro la Slovacchia ha sicuramente rianimato gli animi dei giocatori spagnoli: “Nulla è cambiato, con la Slovacchia abbiamo avuto le stesse occasioni che ci eravamo procurati contro la Svezia e la Polonia. L’unica differenza è averle concretizzate. Adesso, comunque, quel bel risultato ci dà una carica di fiducia che è molto positiva per la squadra”. E ora la formazione di Luis Enrique si giocherà un’altra finale: “Già contro la Slovacchia è stata una gara da dentro o fuori: dovevamo solo vincere. Ora arriva un’altra finale. Non so se passeremo, ma sulla forza della mia squadra non ho dubbi. Abbiamo le armi per neutralizzare i nostri rivali”.

Il ct rimane comunque fiducioso: “Ho la stessa fiducia dall’inizio del torneo. Siamo competitivi e nessun’altra squadra ci ha sorpreso. Pensavamo di essere primi nel girone, certo, ma il calcio non è matematica e abbiamo avuto qualche intoppo, pur dando il massimo in termini di orgoglio e dedizione”.

Luis Enrique sulle minacce a Morata: “Fatto grave, ci penserà la polizia”

Inevitabile una domanda sul caso Morata, ma Luis Enrique sulle minacce al bianconero ha le idee ben chiare. L’attaccante è stato ampiamente criticato per le prestazioni in campo ma, come dichiarato da lui stesso alla stazione radiofonica spagnola Cadena Cope, ha ricevuto anche minacce e intimidazioni: “Capisco le critiche per non aver segnato un gol, ma vorrei che le persone capissero come ci si sente a ricevere minacce e a sentirsi dire che i propri figli dovrebbero morire”.

Una situazione folle e inaccettabile anche per il ct. Luis Enrique sulle minacce non ha dubbi, ci dovrà pensare la polizia: “La situazione che lo ha coinvolto è talmente grave, che deve essere affidata alla polizia. Stiamo parlando di un reato. Insultare i suoi parenti è stato orribile e spero che i colpevoli siano puniti. Quello che dico io non è importante. Ma è un qualcosa che va cambiato in maniera radicale”.

Anche l’amico e compagno di nazionale Koke è intervenuto sulla vicenda: “Siamo esposti a ogni tipo di critica e le accettiamo, ma le minacce, sia a un giocatore che ai familiari, no, quelle no. Siamo tutti responsabili delle nostre azioni e dobbiamo essere consapevoli di ciò che facciamo. Dobbiamo denunciare queste cose. Noi possiamo solo far sì che si concentri sul campo. Gli ho dato un abbraccio grandissimo, gli voglio bene, per me è un amico. Non è facile essere nella sua situazione, così proviamo a cambiare argomento e a scherzare”.

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