Tacconi punge Buffon: “Nel museo ci sono io, lui non ha vinto nulla”

Stefano Tacconi punge Buffon. L’ex portiere della Juventus parla senza peli sulla lingua ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore” su 1 Station Radio. Una lunga intervista in cui l’ex estremo difensore affronta diversi temi, dalla Nazionale di Mancini all’azionariato popolare dell’Inter fino a Buffon e Donnarumma.

Si parte dagli Azzurri, che affronteranno il Belgio per i quarti di finale di Euro 2020. Tacconi conosce molto bene Mancini, insieme hanno vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali 1990. Secondo lui il ct marchigiano è stato abile nel creare un ottimo team: Mi piace il team che ha creato Mancini, con i suoi ex compagni della Sampdoria ed altri tecnici molto preparati. Ci sono Oriali, Evani, Lombardo, Vialli, De Rossi e gli altri. È una Nazionale che ha già fatto tanto, stasera non bisogna pensare all’avversario ma a proporre il nostro gioco. Oggi siamo tutti preoccupati di Lukaku, ma il Belgio ha tanti calciatori che possono farci male e sono anche alla fine di un ciclo”.

Tacconi punge Buffon: “Nel museo ci sono io, lui non ha vinto nulla”

L’ex estremo difensore risponde poi alle domande sul progetto di azionariato popolare per rafforzare l’Inter. Un progetto promosso da Interspac, la società presieduta da Carlo Cottarelli: “Si sta provando con l’Inter, ma alla Juventus non si farà mai. Non credo che i tifosi sarebbero d’accordo a mettere soldi e vincere una volta ogni dieci anni”.

L’ex giocatore perugino parla però anche del Napoli e del futuro dei bianconeri: De Laurentiis? Ha sempre pensato prima ai suoi soldi e poi ai tifosi, uno con la manina corta, peggio dei genovesi. Avrebbe avuto bisogno di un direttore sportivo bravo, Giuntoli non ha molti contatti con i procuratori importanti. Valzer panchine? Credo che la Juventus, con Allegri, abbia fatto il miglior affare. Mi aspetto tanto da Spalletti al Napoli e da Sarri alla Lazio”.

Ma cosa pensa l’ex Juventus dei portieri di oggi? Il 64enne risponde senza peli sulla lingua. Tacconi punge Buffon: “Io allenatore? Faccio troppa fatica perché ai calciatori moderni mancano i fondamentali. Per i portieri basta saper giocare con i piedi, e questo non va bene. Meret? È bravo, ma avrebbe bisogno di continuità. Magari ci fossero più portieri come me e Zenga, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Buffon? Nel museo della Juventus ci sono io, lui non ha vinto nulla. Donnarumma? Lo descrivono come il miglior portiere del mondo, ma deve crescere ancora tanto, e non so se la scelta di andare al Paris Saint Germain abbia lo spazio per crescere, vista la concorrenza”.

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