Mourinho frecciata all’Inter: “Facile vincere e poi non poter pagare gli stipendi”

Oggi è il Mourinho day, il portoghese ha sostenuto la prima conferenza stampa da allenatore della Roma e come prevedibile le sue parole non sono passate inosservate. Una sua frase, in particolare, è parsa una frecciata all’Inter, vincitrice dell’ultimo scudetto.

Mourinho frecciata all’Inter

Io sono l’allenatore della Roma non voglio essere niente di più. Non voglio la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti.  Se vogliamo parlare della Juve di Allegri, della Lazio di Sarri e del Napoli di Spalletti possiamo farlo. Ma non mi piace parlare di Roma di Mourinho. Inizia così la conferenza stampa di presentazione dello Special One al Campidoglio. Poi continua: “Io non sono nessuno, sono uno in più. Niente di più. Lavorerò 24 ore, tranne qualche ora per riposare. Se come conseguenza del nostro lavoro possiamo dare qualcosa di più al calcio italiano bene. Io farò di tutto per difendere i miei giocatori e la mia società, non cercherò problemi. Mi voglio divertire e penso ci possiamo divertire tutti. Non ho tempo per cercare altro, ma se devo difendere i miei farò di tutto. Siamo qui”.

Sulle critiche che è un allenatore finito, Mourinho risponde: “Nei miei ultimi tre club ho vinto uno scudetto con il Chelsea, tre titoli con lo United e ho raggiunto una finale di Coppa con il Tottenham. Quello che per me è un disastro magari altri non lo hanno mai raggiunto nella vita. È così, è colpa mia”.

Poi la frecciata di Mourinho all’Inter: “Voi parlate sempre di titoli, noi di tempo, progetto e lavoro. Poteva essere una promessa troppo facile, ma la realtà è un’altra roba. I titoli arriveranno, la proprietà vuole arrivare lì e restare lì. Non sono qui in vacanza, tra tre anni mi immagino a festeggiare. Non lavoriamo per vittorie isolate, sarebbe più facile. Sarebbe facile vincere e poi non poter pagare gli stipendi”.

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