Gattuso si sfoga: “Sto male per la vicenda Tottenham”

Gennaro Gattuso è stato l’allenatore più chiacchierato di questo primo scorcio d’estate. Il tecnico calabrese aveva l’accordo con la Fiorentina, poi stracciato da Commisso a seguito di alcuni screzi legati al calciomercato. Poi Ringhio era stato ad un passo dal Tottenham, ma il web sovrano ha iniziato un linciaggio al grido di #NoToGattuso che hanno convinto la dirigenza Spurs a prendere un’altra strada. L’allenatore si è quindi ritrovato senza squadra e al Messaggero ha sfogato tutta la sua amarezza.

Gattuso rimpianto Totttenham

Aspetto di ricominciare, anche se non so quando – è un Gattuso amareggiato quello che si sfoga sulle colonne del quotidiano romano -. Intanto studio, mi aggiorno. Vediamo poi quale chance si presenta. Sono pronto, se capiterà, per una Nazionale, anche se a me piace di più il lavoro quotidiano. Quest’anno sarà proprio un gran bel campionato. Anche difficile. Ci divertiremo. Mi aspetto grande competitività al vertice. Le big hanno cambiato quasi tutte in panchina. Entrano in scena personaggi di primo piano. Tecnici che hanno vinto. In A c’è il top. Dovevo esserci anch’io…“.

Gattuso racconta la delusione di non aver potuto allenare il club londinese a causa delle accuse di razzismo (difese i tifosi dopo dei buu a Boateng) e sessismo (criticò Barbara Berlusconi quando prese le redini del Milan) fatte dai tifosi inglesi: “Sulla Fiorentina meglio lasciar stare, se n’è parlato anche troppo. Inutile aggiungere altri particolari. Storia finita. Aperta è invece l’altra. Non riesco a dimenticare. La delusione è stata grande. Mi hanno descritto in modo diverso da quello che sono. E non c’è stato niente da fare. Il mio dispiacere è di non aver avuto la possibilità di difendermi. Di spiegare che quello raccontato dalla gente in Inghilterra non ero io. Ho dovuto accettare una storia che mi ha fatto male più di qualsiasi sconfitta o esonero. Ed è accaduta in un momento in cui nessuno vuole prendere atto della pericolosità del web“.

Poi l’attacco ai social: “Certe cattiverie vengono da Facebook e Twitter dove è possibile dar forza a qualsiasi falsità. Io non ho alcun profilo. E non li voglio avere. Nemmeno Monica li ha (la moglie, ndr). Perché mi dovrei fare insultare per qualsiasi cosa? Non ho nemmeno Instagram. Non capisco, se bevo una bottiglia di vino, quale sia il motivo di scattare una foto per farlo sapere ad altri. Sono fatti miei“. Battuta finale su Spalletti che ha preso il suo posto al Napoli: “Lo conoscete. È una garanzia. Continuerà il mio lavoro con il 4-2-3-1. È già avanti, insomma…“.

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