Premier League, doppia dose vaccino obbligatoria per giocatori e staff

La Premier League ha deciso. I giocatori e lo staff della massima serie inglese dovranno aver ricevuto la doppia dose di vaccino. Il timore infatti è che il virus possa creare nuovi stop nella prossima stagione e la Premier è pronta a far di tutto affinché ciò non accada. La decisione, spiega il Daily Mail, deriva dal piano più ampio del governo del Regno Unito di richiedere a tutti i partecipanti alle partite il Green pass. Dopo le indicazioni pubblicate all’inizio di questa settimana dall’amministrazione statale, la Premier League sta incoraggiando attivamente i club a vaccinare immediatamente i propri dipendenti e giocatori per evitare ulteriori interruzioni.

Premier League, doppia dose vaccino obbligatoria per giocatori e staff

Da giugno 2020, la massima serie inglese aveva stabilito che i giocatori dovessero fare un tampone due volte a settimana, per garantire che la competizione potesse continuare in sicurezza. Questo però non è più sufficiente. La Premier League ora richiederà la doppia dose di vaccino per tutti, giocatori e staff. Nelle ultime settimane si sono registrati casi sia al Chelsea che al Manchester City e l’Arsenal ha cancellato il tour pre-campionato negli Stati Uniti sempre per casi Covid. Inoltre i dirigenti della massima serie inglese temono contagi anche tra i calciatori di ritorno dalle vacanze, che dovranno comunque osservare un periodo di quarantena.

Per i tifosi vale la stessa regola. La prossima stagione ci saranno di nuovo gli stadi pieni ma, dal 1° ottobre, chi vorrà assistere a un match dovrà aver fatto la doppia dose di vaccino. Se in Premier League il vaccino è diventato ormai obbligatorio, in Italia la situazione è ben diversa. Per ora ci si limita alle raccomandazioni, ma un’iniziativa come quella inglese viene considerata impossibile. 

L’Associazione italiana calciatori, in una lettera inviata nei giorni scorsi ai propri iscritti, chiedeva a tutti di vaccinarsi “per tutelare voi stessi, i vostri compagni di squadra e le vostre famiglie”. Stesso messaggio che i dirigenti dell’Aic, nelle visite di queste ore all’interno dei ritiri delle squadre di Serie A, stanno tentando di trasmettere. In alcuni gruppi ci sono già casi di giocatori No Vax che bastano, come dimostra anche il caso dello Spezia, per scatenare focolai.

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