Le rivelazioni di Buffon: “Con Pirlo non sono stato cinico, volevo la Dea”. Poi si sfoga: “Do fastidio”

Gigi Buffon a 43 anni proprio non vuole saperne di appendere i guantoni al chiodo. In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex numero 1 della Nazionale ha rivelato di essere stato vicino all’Atalanta nella scorsa stagione ma di essere rimasto alla Juve per Pirlo.

Buffon e il suo desiderio di essere allenato da Gasperini

È vero, con l’Atalanta era quasi fatta – spiega Buffon alla rosea. Sarebbe stata una bella esperienza in un ambiente sano, di quelli che piacciono a me, con un allenatore che mi fa impazzire, nella sua folle genialità. Un altro visionario che vede cose che gli altri non vedono, in un ambiente bellissimo che in questi anni ha costruito qualcosa da imitare. Però era appena arrivato Pirlo… ci siamo ritrovati tutti insieme a discuterne. Andrea mi ha detto: ‘Pensavo di poter contare su di te’. Mi è mancato il cinismo per pensare alle cose mie. Ma alla fine va bene così. Nella vita, specie alla mia età, è giusto essere persone corrette e affidabili. Nel momento in cui ho deciso di restare ho rassicurato tutti: ‘Tranquilli che Gigione ce l’avrete per tutto l’anno al massimo livello’. Così è stato“.

Gigi ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “La verità è che da quando avevo 17 anni cammino sul filo del rasoio, è successo alla Juve, al PSG, succederà ora al Parma perché voglio andare avanti e la cosa dà fastidio a qualcuno. La verità è che ai migliori non fanno mai sconti e tutti aspettano solo che cadano. Io continuo perché ho un sogno (essere convocato per Qatar 2022, ndr). Ma dovrà essere supportato dai risultati. Appena riconoscerò un segnale di declino, un minuto dopo smetto. Anche perché io sto benissimo a casa con mia moglie e i miei figli, con gli amici. Smettere non sarà mai un trauma. Ma sento che ho ancora qualcosa di speciale da fare. Ho un sogno da raggiungere, forse un’utopia, che mi spinge avanti“. Chiosa finale sulla scelta del Parma: “I miei figli sognavano che andassi al Real Madrid o al Barcellona, ma io sono sceso in serie B per dimostrare di essere il più forte”.

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