Allarme no-vax in serie A: ce ne sono 2-3 in ogni squadra. Medico Bologna: “Causano focolai. Bisogna redimerli”

La questione vaccini non poteva che toccare anche il calcio. E così dopo il caso Spezia con 11 positivi e quello Empoli con 6 contagiati, si è acceso il dibattito sulle vaccinazioni e i no-vax in serie A. Mentre Lotito è riuscito a convincere tutti i giocatori e lo staff laziale a vaccinarsi, stessa cosa non si può dire del Bologna. Il medico sociale dei felsinei Gianni Nanni, rappresentante anche dei medici in serie A, ha detto la sua sulla questione.

Allarme no-vax in serie A

“Due calciatori non hanno voluto fare il vaccino. Si ritengono no-vax, così si è creato un piccolo cluster”. Così parlava Vincenzo Salini, medico sociale dello Spezia, un paio di settimane fa, alla notizia degli 11 positivi nella squadra ligure. Un focolaio che ha costretto la società ad interrompere (temporaneamente) il ritiro a Prato dello Stelvio, in Val Pusteria, sigillando da due giorni calciatori e staff in albergo, isolati uno dall’altro. Stessa sorte ha toccato l’Empoli. Per fortuna tutte le persone che hanno contratto il virus sono risultate asintomatiche o paucisintomatiche. Statisticamente ci sono 2-3 no vax in ogni club di serie A.

Il medico sociale del Bologna Gianni Nanni ha spiegato al Resto del Carlino: I no-vax nelle squadre sono persone da redimere. Anche nel Bologna ci sono tre componenti del gruppo squadra che per ora hanno rifiutato il vaccino. Questi rifiuti nascono anche da Internet: molta gente legge cose non vere e viene condizionata“. Nanni propone una linea dura verso chi non vuole vaccinarsi: “Chi non si vaccina se ne assuma le responsabilità e ne paghi le conseguenze. Non solo paghi le cure ma paghi anche i danni che procuri agli altri. Se tu crei un focolaio poi devi pagare“.

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