Paradosso Zenga, 4 vaccini per tornare in Italia: “Lo faccio per amore della serie A”

Tutto si può dire a Walter Zenga tranne che non sia un no-vax, tant’è che l’allenatore si è sottoposto al suo terzo vaccino e tra qualche settimana si sottoporrà alla terza vaccinazione. Una scelta che va in controtendenza con la medicina che sta ancora analizzando se sia il caso di fare una terza dose per contrastare le nuove varianti del virus. Eppure l’ex portiere dell’Inter ha dovuto farlo per via di un cavillo burocratico.

Zenga si vaccina 4 volte per tornare in Italia

E mentre in Italia c’è chi è contrario a vaccinarsi e al green pass, Walter Zenga, senza pensarci troppo si è sottoposto alla vaccinazione con Pfizer. Una scelta d’obbligo per tornare nel Bel Paese, come ha spiegato lui stesso su Instagram: “C’è chi non si vaccina, chi fa il richiamo e chi come me decide di fare dopo 2 dosi di Sinopharm anche una terza e quarta dose di Pfizer. Tutto questo per avere il green pass e poter stare in Italia a seguire il mio amato calcio”. Difatti il vaccino cinese di Sinopharm non è tra quelli riconosciuti in Italia, pertanto la sua somministrazione non dà accesso al green pass necessario per viaggiare ed entrare allo stadio.

“Unico neo – ha poi aggiunto Zenga all’interno del suo post – Dovrò fare la seconda dose tra 20 giorni e perderò la prima di campionato: cosa non si fa per amore…”. D’altronde per l’uomo ragno 4 vaccini sono bazzecole. L’ex portiere spera di essere chiamato ad allenare dopo l’ultima esperienza di un anno fa al Cagliari. Recentemente aveva dichiarato di esserci rimasto male che nessun club di serie A l’aveva chiamato: “Sto decisamente male. Come faccio a stare bene quando vedo che il Verona prende Di Francesco, che Giampaolo è sulla bocca di tutti, che la Gazzetta nomina Stankovic come miglior ‘italiano’  all’estero o cita Bergodi e Mangia, grandi ex allenatori del Craiova in Romania. Ed io?“.

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