Uefa, arresti in Svizzera alla vigilia di Euro 2020

Terremoto in casa Uefa. Dopo lo tsunami Superlega, durato meno di 48 ore ma che produce ancora oggi strascichi, un’altra notizia travolge l’organo di governo del calcio europeo. È il giornale svizzero Blick, infatti, a svelare di un’operazione di polizia dell’inizio di aprile nella sede di Nyon. Due dipendenti della UEFA sarebbero stati arrestati.

Uefa, arresti in Svizzera alla vigilia di Euro 2020

Aprile 2021, due mesi dall’inizio del campionato europeo di calcio. La Uefa lavora a pieno ritmo per l’organizzazione del torneo. Ma mentre negli uffici si discute di partite, sponsor e stadi, in Svizzera viene aperta un’indagine penale. Indagine che si conclude con due arresti. La notizia viene svelata solo ora a Europeo concluso, dal giornale elvetico Blick e la conferma sull’operazione nella sede di Nyon arriva anche dalla polizia cantonale di Vaud: “La procura vodese ha confermato un’indagine penale, che comprendeva anche un’operazione di polizia presso la sede dell’Uefa”.

Due le persone arrestate, che hanno trascorso gli ultimi 4 mesi in carcere. Secondo quanto riferisce Blick però, uno dei detenuti è stato rilasciato mercoledì, mentre il secondo nelle scorse ore. La Procura, però, non fornisce ulteriori dettagli e rifiuta di confermare se le due persone lavorino direttamente per la Uefa o meno: “Le indagini in corso proseguiranno nei prossimi mesi. I due imputati sono in custodia dal 7 aprile 2021”. 

I motivi che hanno portato all’arresto di queste due persone rimangono ignoti. Secondo la testata svizzera però si tratterebbe di somme di denaro sottratte alla Uefa e a fornitori di servizi. Le somme sottratte sarebbero notevoli e interesserebbero il dipartimento “Comunicazioni e tecnologie dell’informazione” (ICT).

Poche le parole da parte dell’organo di governo del calcio europeo. Il segretario generale Theodore Theodoridis non si è esposto in prima persona. Theodoridis, tramite il dipartimento delle comunicazioni, non ha né confermato né smentito le accuse: “L’Uefa ha immediatamente e pienamente collaborato con le autorità svizzere quando è stata contattata. Tutte le altre domande dovrebbero essere rivolte all’ufficio del pubblico ministero vodese”.

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