Gomez-Gasperini, terza puntata della saga. La controrisposta del Papu: “Ho 50 testimoni”

Ennesimo capitolo dell’aspra disputa tra Alejandro Gomez e Gian Piero Gasperini. Dopo le dure accusa del Papu e la pronta risposta del’allenatore dell’Atalanta, il fantasista argentino ha voluto avere l’ultima parola (per il momento) sulla questione, e parlando a L’Eco di Bergamo ha ribadito la sua posizione accusando nuovamente il suo ex tecnico di essere un bugiardo.

Gomez-Gasperini capitolo III

Non si placano i toni della polemica Gomez-Gasperini, in una disputa sopita per troppo tempo e che ora è esplosa in maniera più cruenta che mai. In principio sono state le parole di accusa del Papu a sollevare il coperchio, con il tecnico dell’Atalanta che parlando alla Gazzetta ha dato una versione opposta dei fatti. Versione nuovamente confutata dal fantasista argentino, che ha rilanciato le sue accuse aggiungendo ulteriori dettagli ad una vicenda che sta via via assumendo contorni grotteschi.

papu gomez
Gomez-Gasperini

“Ci sono 50 testimoni”

Non capisco perché Gasperini si ostini a dire bugie – ha detto Gomez a L’Eco di Bergamo – ci sono 50 testimoni della sua aggressione. Io ho detto di avere sbagliato disobbedendo sul campo, non so perché lui non riesca ad ammettere la verità“. Poi sul rapporto con la famiglia Percassi: “Il rapporto non si è mai rotto: è sempre stato spettacolare“.

Percassi e Gomez

Il giorno che sono partito per Siviglia – continua il Papu – sono stato un’ora negli uffici dei Percassi, con Antonio e Luca: abbiamo parlato, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme. Non riuscivamo a credere a come era andata. Gasperini quel giorno non c’era: c’è stata una discussione, non mancanza di rispetto. Ai Percassi dico grazie per gli anni vissuti insieme: certe cose possono succedere“.

“Non riuscivo a guardarlo in faccia”

“Non riesco solo a capire come in venti giorni sia stato fatto fuori, si chiede il calciatore argentino. “Avevo chiesto di cedermi e non mi lasciavano andare: non potevo continuare a lavorare con questa persona. Pensavo di continuo all’aggressione e non riuscivo a guardarlo in faccia. Erano successe situazioni simili, anche ad altri compagni, ma a nessuno erano state messe le mani addosso”.

Gomez-Gasperini

Questione chiusa? Al momento sì, anche se si attende ora l’ennesima controreplica di Gasperini…

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