Marcos Alonso non si metterà più in ginocchio contro il razzismo e spiega il perché

Marcos Alonso è ormai un punto fermo nella formazione di Thomas Tuchel. Lo spagnolo ha giocato in tutte e sette le partite dei Blues di questa stagione, ma a stupire i tifosi non è solo la sua bravura in campo ma anche un altro aspetto. Il 30enne, prima dei match, non si è mai inginocchiato per solidarietà al movimento anti razzismo Black Lives Matter. E non si metterà più in ginocchio, come ha chiarito lui stesso in un’intervista. 

Marcos Alonso non si metterà più in ginocchio contro il razzismo

Il difensore del Chelsea ritiene infatti che la protesta antirazzista, ampiamente vista prima del calcio d’inizio delle partite, abbia ormai perso il suo impatto. Preferisce quindi combattere la discriminazione razziale in altro modo: Sono pienamente contro il razzismo e sono contro ogni tipo di discriminazione – ha spiegato Alonso a Sky Sport – ma preferisco solo mettere il dito sullo stemma dove dice no al razzismo, come fanno in altri sport e nel calcio di altri paesi. Preferisco farlo in questo modo e, naturalmente, dire molto chiaramente che sono contro il razzismo e rispetto tutti“.

Il gesto di inginocchiarsi è stato bollato in passato anche come gesto politico, ma Alonso non vuole essere coinvolto in quel dibattito: “Non lo so, preferisco solo farlo in questo modo. È il mio modo di farlo, penso che sia un altro modo. Penso che stia perdendo un po’ di forza nell’altro modo, quindi preferisco farlo in questa maniera e dimostrare che sono pienamente favorevole alla lotta contro il razzismo“.

Alonso
Alonso

Al giocatore Blues è stato anche chiesto se avesse discusso di questa scelta in privato con i suoi compagni di squadra del Chelsea. Romelu Lukaku è tra i calciatori che ha subito abusi razzisti, Reece James aveva temporaneamente cancellato il suo account Instagram all’inizio di quest’anno, ma anche Antonio Rudiger e N’Golo Kante hanno dovuto fare i conti con il razzismo in passato: “No, non ne abbiamo parlato – ha continuato Alonso – Siamo negli spogliatoi e siamo come una famiglia. Ho un ottimo rapporto con tutti, amo tutti e fino ad ora non ne abbiamo parlato. Non credo che ce ne sia bisogno, ma, naturalmente, se devo parlare con qualcuno, dirò la stessa cosa che ho appena detto a te e non credo che ci saranno problemi. Sì, per ora preferisco puntare alla manica ed è quello che farò”.

Il 30enne non è l’unico giocatore di Premier League che ha scelto di non inginocchiarsi più. Prima di lui, l’ala del Crystal Palace Wilfried Zaha ha fatto sapere che non si sarebbe più inginocchiato: “Crescendo, i miei genitori mi hanno solo fatto capire che dovrei essere orgoglioso di essere nero, qualunque cosa accada, e penso solo che dovremmo stare in piedi – ha detto Zaha alla conferenza FT Business of Football per il Guardian – Penso che il significato dietro l’intera faccenda stia diventando qualcosa che facciamo solo ora. Non è abbastanza,  non mi metterò in ginocchio”.

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