Rompe intenzionalmente il naso all’avversario, calciatore squalificato per 48 partite

Punizione record per Raschid Arsanukaev. Il calciatore ha ricevuto una squalifica di 48 giornate per aver rotto intenzionalmente il naso di un avversario. Tutto ha inizio da un’espulsione, come racconta Bild. Raschid, nel corso di un match, viene espulso all’87’ ma va su tutte le furie. Secondo il giocatore, il cartellino rosso è esagerato. Si scaglia quindi contro l’arbitro, Romano Giovani. 

Rompe intenzionalmente il naso all’avversario, calciatore squalificato per 48 partite

Si dice che Arsanukaev abbia detto a Giovani “Ti mostrerò cos’è da espulsione”, prima di tirare una testata a un giocatore avversario, rompendogli il naso. Raschid, che gioca nella nona divisione austriaca, è stato subito svincolato dal suo club, il Viktoria. La società, come spiegato dal presidente Christian Gojo, non può tollerare comportamenti del genere. Le sue parole sono riprese dal Sun: “Il Viktoria è sinonimo di integrazione. E ovviamente non possiamo tollerare incidenti del genere. Abbiamo escluso Arsanukaev dal club”.

Anche la Federcalcio di Voralberg si è affrettata a commentare l’incidente e ha affermato di aver adottato diverse misure per garantire che Arsanukaev non possa giocare durante la squalifica: “Abbiamo informato tutte le associazioni circostanti della sospensione di Arsanukaev – ha affermato il direttore tecnico Horst Elsner – Vogliamo impedire che lui possa aggirare la sospensione e giocare di nuovo da qualche parte”. Anche la polizia indaga sull’incidente. 

L’avversario colpito, nel frattempo, è stato sottoposto a intervento chirurgico e dovrà stare a riposo per almeno sette settimane. Una squalifica record quindi per Arsanukaev che ricorda quelle di alcune stelle del calcio mondiale. Patrice Evra,  ad esempio, ha ricevuto una squalifica di 7 mesi dopo aver preso a calci in faccia un tifoso del Marsiglia durante il riscaldamento di un match di Europa League nel 2017. Il grande Diego Armando Maradona, è stato squalificato per 15 mesi dopo essere risultato positivo al test anti doping ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti del 1994. 

Niente a che vedere, però, con la squalifica storica dei tre giocatori dello Sheffield Wednesday nel 1964. Peter Swan, Tony Kay e David Layne furono tutti giudicati colpevoli di aver scommesso contro i The Owls e condannati con una squalifica a vita dallo sport.

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