Sarri torna sull’esperienza alla Juve: “Avevo chiesto 3 giocatori ma mi hanno costretto a cambiare il mio modo di giocare. Ho sofferto per questo”

Maurizio Sarri ha vinto ieri il suo primo derby della Capitale, grazie alle reti di Pedro, Immobile e Felipe Anderson che hanno risposto a Ibanez e Veretout. A fine match, il tecnico toscano, intervistato da Dazn, a precisa domanda, è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina della Juve dove ha dovuto mettere da parte il sarrismo.

Sarri torna a parlare della Juve

Dopo i consueti elogi alla Lazio per il derby vinto, soprattutto a Felipe Anderson, vero mattatore di serata con un gol e un assist, Ambrosini ha chiesto a Sarri se a Roma avesse trovato terreno fertile per esprimere il suo calcio: “Dopo Napoli mi hanno costretto a cambiare il modo di giocare. Qui alla Lazio, però, posso lavorare bene, la società mi ha preso 2-3 esterni per fare il mio calcio. Alla Juve mi sono trovato una rosa già costruita. Avevo chiesto di cambiare 2-3 giocatori ma non era possibile in quel momento per ragioni finanziarie quindi mi sono dovuto adattare io, con qualche sofferenza perché non è bello rinunciare alle proprie idee, però ho trovato un compromesso che ci ha portati a vincere”.

Quando poi la giornalista di Dazn gli chiede se il derby fosse una delle partite più emozionanti a cui avesse preso parte, Sarri spiega: “Non immaginavo che il derby desse questa adrenalina prima e durante il match, ma soprattutto un’enorme soddisfazione nel vincerlo. Però io ho lavorato in Premier League dove tutti i match sono spettacolari. Non c’è confronto tra il campionato inglese e quello italiano, loro sono su un altro livello sia come qualità tecniche dei giocatori che come intensità. Però vedo tante idee in Italia, squadre che giocano bene e tanti gol, sperando che il trend non cambi nel girone di ritorno”.

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