Tifoso razzista finisce in prigione, ma prova a difendersi: “Volevo scrivere buffone, smartphone ha corretto in babbuino”

Tifoso razzista finisce in prigione, ma prova a difendersi con un scusa davvero inverosimile. Un supporter del West Bromwich Albion è diventato la prima persona in Gran Bretagna a scontare una pena detentiva per aver scritto frasi razziste nei confronti di un calciatore sui social media. L’uomo è stato condannato a una pena detentiva di otto settimane per un messaggio pubblicato sul centrocampista dei Baggies Romaine Sawyers.

Simon Silwood, questo il nome del tifoso, ha scritto il suo commento razzista in un gruppo Facebook chiamato sarcasticamente “Romaine Sawyers – Pallone d’Oro”. I fatti risalgono allo scorso gennaio, dopo che il West Bromwich ha perso per 5-0 contro il Manchester City. Il 50enne ha lasciato un commento nel gruppo, scrivendo che Sawyers avrebbe dovuto vincere il “babbuino d’oro”

Tifoso razzista finisce in prigione

L’imputato, durante il processo, ha provato a difendersi ma la sua spiegazione è stata giudicata inverosimile. Il 50enne ha affermato infatti che lui aveva scritto “buffone d’oro”, ma che il suo smartphone aveva corretto automaticamente in “babbuino d’oro” e ha respinto le accuse di razzismo. Silwood però è risultato non essere un testimone credibile e il tribunale ha respinto la sua scusa. Il tifoso è stato quindi dichiarato colpevole di reato ai sensi del Malicious Communications Act. 

Il 50enne sconterà metà della sua pena dietro le sbarre e il resto in licenza. Gli è stato anche ordinato di pagare 500 sterline di risarcimento al giocatore, che Sawyers donerà in beneficenza, e 500 sterline di spese processuali. Silwood, inoltre, non potrà più assistere ai match casalinghi del West Bromwich. Il club infatti l’ha espulso a vita dallo stadio dopo che la sua condanna è stata confermata alla Walsall Magistrates’ Court.

Sawyers, nel frattempo, ha esortato i suoi compagni a segnalare alla polizia tutti gli abusi che vedono online e ha lanciato un rinnovato appello alle società di social media affinché facciano di più per contrastare il razzismo sulle loro piattaforme. Il giocatore e il club ha accolto con soddisfazione la sentenza: “Gli abusi razziali nei confronti di chiunque, in qualsiasi circostanza, sono totalmente inaccettabili e spero che questo caso serva da deterrente per gli altri. Questo è un incidente che mi ha colpito profondamente, ma vorrei incoraggiare gli altri giocatori a denunciare alla polizia tutti gli abusi razziali. Dobbiamo essere forti insieme per liberare il gioco e la società in generale da questo comportamento orribile”.

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