Ex Schalke rischia 10 anni di carcere: era morto, ma dopo 4 anni è riapparso in Germania

Un ex calciatore dello Schalke 04 rischia 10 anni di carcere a causa della sua morte e successiva resurrezione. I fatti risalgono al 2016 e il protagonista della vicenda è Hiannick Kamba. Il difensore era stato dichiarato morto e la sua ex moglie aveva ricevuto un risarcimento multimilionario dall’assicurazione. Quattro anni dopo, però, Kamba era riapparso miracolosamente in Germania, vivo e vegeto. Lui e la ex consorte sono finiti alla sbarra e ora è iniziato il processo che li vede protagonisti. 

Dalla resurrezione al carcere, ex Schalke a processo

La vicenda, che sembra tratta da un romanzo, ha inizio nel gennaio 2016 quando l’ex giocatore gioca per il VfB Huls, squadra della lega inferiore. Kamba vola nel suo paese d’origine, il Congo, ma non farà ritorno in Germania a causa di un incidente automobilistico in cui rimane tragicamente ucciso. A quel tempo, tifosi e colleghi rendono omaggio al giocatore e inviano messaggi di sostegno alla famiglia. La notizia sconvolge anche Neuer, suo ex compagno di squadra. Ma quattro anni dopo, il miracolo: l’ex Schalke riappare in Germania vivo e vegeto. 

I pubblici ministeri tedeschi, naturalmente, non credono al miracolo e aprono un’indagine per capire cosa sia successo. La verità, così, viene presto a galla. L’ex giocatore e la moglie Christina avevano stipulato un’assicurazione sulla vita nel 2015 e la donna aveva diritto alla riscossione di questa assicurazione solamente presentando i certificati di morte del marito. Un anno dopo, ecco la tragedia, Hiannick muore e la consorte presenta tutti i documenti, ricevendo un assegno a sei cifre. Peccato che l’uomo non sia morto e che quindi si tratti di una truffa bella e buona.

Ex Schalke si dichiara innocente, messinscena architettata dalla moglie

I riflettori sono tutti puntati sull’ex moglie, ma Kamba che ruolo ha avuto in questa frode? L’ex giocatore si è sempre dichiarato innocente. L’ex Schalke, come dichiarato ai media tedeschi dal procuratore Anette Milik, a quel tempo, non sapeva della messinscena, ma poi pian piano ha iniziato a capire. Nel 2018 Kamba si è presentato all’ambasciata tedesca di Kinshasa, capitale del Congo, e ha riferito che la notizia della sua morte era falsa e che era stato rapito e trattenuto da sconosciuti per tanto tempo. Dopo lunghe indagini è riuscito a tornare nella sua casa vicino a Gelsenkirchen e ha cominciato a lavorare come tecnico chimico per un’azienda. 

L’ex difensore è tornato in Germania, ma non da Christina. L’ex Schalke sostiene di non essersi mai interessato ai soldi dell’assicurazione, ma ora sarà un tribunale tedesco a giudicare i due. Se l’ex calciatore venisse giudicato colpevole di aver orchestrato lo schema fraudolento insieme alla ex moglie, potrebbe essere condannato a una pena detentiva di 10 anni.

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