Danimarca ai Mondiali ma senza sponsor, ci saranno messaggi umanitari in contrasto alla politica del Qatar

La Danimarca, già semifinalista a EURO 2020, ha conquistato un pass per i Mondiali 2022. La Nazionale scandinava ha dominato il girone F e ha chiuso al primo posto con 27 punti. Simon Kjaer e compagni sono stati frenati solamente dalla Scozia, che ha interrotto una serie di nove successi consecutivi. Tutto pronto per il Qatar, anche le proteste. La Federcalcio danese ha affermato che sta introducendo una serie di misure per protestare contro le violazioni dei diritti umani nel paese asiatico.

Danimarca ai Mondiali ma senza sponsor, ci saranno messaggi umanitari

A riferirlo è Jakob Jensen, presidente della Federcalcio: “Stiamo intensificando ulteriormente i nostri sforzi e il dialogo critico in modo da sfruttare il fatto che siamo qualificati per lavorare per ulteriori cambiamenti nel Paese. Inoltre, abbiamo da tempo attirato l’attenzione sulle sfide che FIFA e Qatar devono affrontare e continueremo a farlo”.

Una scelta che coinvolgerà in particolare gli sponsor. La DBU ha fatto sapere che i suoi due sponsor del kit di allenamento lasceranno il posto a messaggi umanitari e di protesta nei confronti del Qatar, che ospiterà il torneo. Inoltre, verranno ridotti al minimo il numero di viaggi nel paese e i danesi parteciperanno solamente ad attività legate allo sport e non ad eventi organizzati dai padroni di casa. 

Jensen ha sottolineato inoltre che è felice di vedere che i partner commerciali della DBU rinunciano al loro spazio sulle magliette per lasciare il posto a messaggi per il miglioramento dei diritti umani: “È un segnale molto forte quando i nostri partner si impegnano anche nella lotta per condizioni migliori in Qatar. I partner supportano il calcio danese, la squadra nazionale maschile e la partecipazione sportiva al Campionato Europeo e alla Coppa del Mondo, non l’ospite individuale”.

Questa settimana Amnesty International ha pubblicato un rapporto di 48 pagine sulle condizioni di migliaia di lavoratori migranti in Qatar. Si parla di persone intrappolate e sfruttate. Il governo del Qatar ha negato le accuse, ma ha riconosciuto che il suo sistema lavorativo è ancora da migliorare.

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